Ultrasuoni scafo, scopri i 4 metodi utilizzati sui controlli su alluminio, acciaio e compositi per individuare corrosione e difetti strutturali

Ultrasuoni scafo, scopri i 5 metodi utilizzati sui controlli su alluminio, acciaio e compositi per individuare corrosione e difetti strutturali
Introduzione: perché gli ultrasuoni sono fondamentali nelle ispezioni di Imbarcazioni.
Nel settore Marittimo e nautico moderno, l’utilizzo dei controlli non distruttivi è diventato un elemento imprescindibile per garantire sicurezza, affidabilità e durata delle strutture. Le imbarcazioni di oggi non sono più costruite con un solo materiale, ma esiste una pluralità di sistemi e metodi costruttivi che si differenziano a partire dal materiale, tra cui:
Alluminio, Acciaio, Vetroresina e Fibra di carbonio.
In questo scenario, il controllo ad ultrasuoni si distingue come una delle tecniche più efficaci per analizzare ciò che non è visibile poichè si tratta di un indagine volumetrica, ossia analizza l’interno del materiale che sta analizzando. Non si tratta semplicemente di misurare uno spessore, ma di comprendere lo stato reale del materiale, individuare fenomeni di corrosione, difetti di costruzione e discontinuità interne.
L’ultrasuono, se utilizzato correttamente, diventa un vero e proprio strumento diagnostico. Tuttavia, la sua efficacia non dipende solo dalla tecnologia, ma dal metodo e dall’esperienza dell’operatore.
Il primo passo: il tap test come base dell’indagine prima degli ultrasuoni
Prima ancora di utilizzare strumenti avanzati, l’ispezione parte da una tecnica tanto semplice quanto efficace: il tap test a martello.
Questa prova preliminare, eseguita sia su metalli che su compositi, consente di individuare variazioni nella risposta acustica del materiale. Un suono pieno e uniforme indica continuità strutturale, mentre variazioni localizzate possono suggerire la presenza di corrosione, delaminazioni, vuoti o scollamenti.
Non è una tecnica quantitativa, ma rappresenta un filtro iniziale fondamentale. Permette di indirizzare l’indagine ultrasonora verso le aree realmente critiche, ottimizzando tempi e qualità del risultato.
Spessimetria su alluminio e acciaio: mappare lo scafo per effettuare l’analisi ad ultrasuoni
Quando si passa ai materiali metallici, come alluminio e acciaio, l’applicazione principale degli ultrasuoni è la spessimetria.
L’approccio corretto non consiste nel fare misure casuali, ma nella creazione di un reticolo strutturato, simile a quello utilizzato nei controlli industriali su apparecchiature soggette a normativa PED. Questo consente di costruire una vera mappa degli spessori.
L’obiettivo non è il dato puntuale, ma la lettura complessiva del fenomeno corrosivo. La corrosione, infatti, raramente è uniforme. Può manifestarsi sotto forma di pitting, riduzione diffusa o attacchi localizzati, soprattutto in ambiente marino.
Dal punto di vista fisico, il metodo si basa sulla propagazione di onde ultrasonore nel materiale. L’onda viene riflessa dalla superficie opposta e torna alla sonda, permettendo di calcolare lo spessore in funzione del tempo di volo e della velocità del suono nel materiale.
Tuttavia, questa apparente semplicità è influenzata da fenomeni complessi come attenuazione, diffusione e divergenza del fascio, che incidono sulla qualità del segnale .
Per questo motivo, la vera differenza non la fa lo strumento, ma l’interpretazione dei dati e la capacità di costruire una media degli spessori che rappresenti realmente lo stato della struttura.
Controllo delle saldature: il vero punto critico delle strutture metalliche
Una volta definito lo spessore medio della lamiera, l’indagine può concentrarsi sulle saldature, che rappresentano le zone più critiche di una struttura metallica e più complicate da analizzare.
Durante il processo di fabbricazione, le saldature possono generare difetti come mancate fusioni, inclusioni, porosità o cricche. Queste discontinuità non sono sempre visibili e possono compromettere seriamente la resistenza strutturale.
Per individuarle, è necessario utilizzare sonde angolate, che permettono di introdurre onde di taglio nel materiale. In ambito nautico, le sonde più utilizzate sono quelle da 60° e 75°, mentre la 45° viene impiegata in casi specifici.
Questo tipo di indagine sfrutta fenomeni come riflessione e rifrazione dell’onda ultrasonora, oltre alla conversione di modo tra onde longitudinali e trasversali .
Taratura e utilizzo del blocco V1: garantire affidabilità alle misure
Prima di qualsiasi controllo sulle saldature, è fondamentale eseguire una corretta taratura dello strumento.
Il blocco campione V1 consente di verificare il punto di uscita del fascio e l’angolo reale di propagazione. Questo passaggio è essenziale per evitare errori di interpretazione, perché anche una piccola deviazione dell’angolo può portare a localizzazioni errate dei difetti.
Una calibrazione corretta rappresenta la base di qualsiasi ispezione affidabile.
La curva DAC: dalla rilevazione alla valutazione del difetto
Durante l’ispezione, l’operatore si trova a interpretare una serie di segnali, ma non tutte le indicazioni hanno lo stesso significato.
La curva DAC (Distance Amplitude Correction) consente di trasformare un segnale in una valutazione tecnica. Attraverso blocchi campione con riflettori artificiali di medesime dimensioni ma a profondità differenti, viene costruita una curva che mette in relazione ampiezza del segnale e distanza.
Se un’indicazione supera questa curva, significa che il difetto ha una dimensione equivalente superiore al riferimento.
Questo approccio permette di passare da una semplice individuazione a una vera valutazione quantitativa della discontinuità, rendendo il controllo uno strumento decisionale.
Ultrasuoni nei materiali compositi: limiti e potenzialità
Quando si passa ai materiali compositi, come vetroresina e fibra di carbonio, l’approccio cambia radicalmente.
A differenza dei metalli, i compositi sono materiali costituiti da fibre e resine applicate in senso verticale. Questa struttura influenza la propagazione delle onde ultrasonore, generando una forte attenuazione e dispersione del segnale.
Per questo motivo, l’utilizzo delle sonde angolate per la ricerca difettologica non è applicabile. L’indagine ultrasonora si concentra principalmente su spessimetria e individuazione di difetti interni.
Difettologia nei compositi: inclusioni, delaminazioni e scollamenti
Nei materiali compositi, la conoscenza delle difettologie è fondamentale per interpretare correttamente i segnali ultrasonori.
Le inclusioni d’aria sono tra i difetti più comuni e difficili da individuare in quanto se non particolarmente grandi abbattono esclusivamente l’eco e per rifrazione annullano l’onda deviandola altrove ed impedendo alla sonda di ricevere il segnale di ritorno, queste sono imperfezioni nel processo di laminazione e vengono considerati dei difetti esclusivamente in fase di costruzione.
Le delaminazioni rappresentano invece una separazione tra gli strati del laminato. Possono essere causate da impatti, errori di produzione o fenomeni di fatica. Queste discontinuità si comportano come superfici riflettenti interne, interrompendo la propagazione dell’onda e rappresentano le indicazioni di più facile interpretazione.
Gli scollamenti sono tipici delle strutture sandwich o delle zone incollate. In questi casi, la perdita di adesione tra i materiali genera segnali più difficili da interpretare e richiede spesso un’integrazione con altre tecniche, oltre al supporto del tap test.
Limiti operativi negli ultrasuoni: spessore e strutture sandwich
Un aspetto fondamentale nell’utilizzo degli ultrasuoni sui compositi è la consapevolezza dei limiti della tecnica.
Nella pratica operativa, oltre i 20-25 mm di spessore, soprattutto in presenza di strutture sandwich, l’attenuazione del segnale diventa significativa. L’energia ultrasonora si disperde tra fibre, resina ed anima del sandwich, riducendo la qualità del segnale di ritorno.
In queste condizioni, l’indagine può risultare difficile e talvolta non affidabile, rendendo necessario l’utilizzo di tecniche alternative o complementari.
Conclusioni: un unico metodo per materiali diversi
L’analisi ultrasonora in ambito nautico non è una tecnica standardizzata applicabile indistintamente a tutti i materiali. Richiede un approccio differenziato, basato sulla conoscenza delle proprietà fisiche e delle difettologie specifiche.
Su alluminio e acciaio, l’indagine parte dalla spessimetria e si sviluppa nel controllo delle saldature. Nei compositi, invece, si concentra sulla ricerca di discontinuità interne e sulla valutazione della qualità della laminazione.
In entrambi i casi, però, il valore reale non è nello strumento, ma nella capacità di interpretare i dati e trasformarli in informazioni utili.
Nel settore nautico, dove sicurezza e affidabilità sono elementi imprescindibili, gli ultrasuoni rappresentano oggi uno strumento indispensabile per chi vuole andare oltre la superficie e comprendere realmente lo stato di una struttura.
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