ispezione scafo

il Perito Navale

Il Perito Navale

il Perito Navale

Il Perito Navale: Competenza, Sicurezza e Strategia nel Settore Marittimo

Il mare ha da sempre rappresentato un contesto complesso e difficilmente prevedibile, dove la tecnica e l’esperienza giocano un ruolo vitale. In questo scenario, il perito navale emerge come figura cruciale per l’industria marittima, garantendo non solo la valutazione dei danni o la stima delle condizioni delle navi ispezionate, ma anche la verifica della sicurezza strutturale, dell’affidabilità dei sistemi di bordo e della conformità a normative internazionali.

Nel contesto contemporaneo, in cui navi mercantili, traghetti, rimorchiatori e yacht di grandi dimensioni operano con carichi complessi e vincoli regolatori stringenti, la presenza di un esperto in grado di valutare la struttura dello scafo, l’integrità delle macchine, la stabilità dei carichi e la gestione delle manutenzioni a bordo è indispensabile. L’attività del perito navale si integra con quella dei classificatori, delle compagnie assicurative e dei cantieri, offrendo una visione completa della sicurezza e della funzionalità della nave.

Il ruolo del perito navale nel contesto marittimo commerciale

Contrariamente alla percezione comune, il lavoro del perito navale non si limita a rilevare difetti o danni. La sua competenza si estende a ogni fase della vita operativa di una nave. Dal monitoraggio periodico delle strutture metalliche, al controllo dei sistemi propulsivi, fino alla gestione dei serbatoi di sentina e al rispetto delle norme di classificazione, ogni intervento richiede un approccio metodico e multidisciplinare.

Ad esempio, le bilge tank, spesso trascurate dagli operatori non specializzati, rivestono un ruolo fondamentale nel mantenimento della stabilità della nave, dell’inquinamento ambientale e della biodiversità e nella prevenzione di fenomeni di corrosione localizzata. Una valutazione accurata delle condizioni interne, dell’integrità delle paratie e dei sistemi di pompaggio richiede l’uso combinato di osservazioni visive, strumenti di misura e tecniche di controllo non distruttivo.

Il perito navale diventa quindi un garante della sicurezza: prevenire un cedimento strutturale o individuare una corrosione precoce significa non solo proteggere il valore economico dell’imbarcazione, ma anche tutelare la vita dell’equipaggio e l’integrità del carico.

Hull & Machinery Inspection

Le ispezioni hull & machinery (H&M) costituiscono uno dei cardini dell’attività peritale nel settore commerciale. Queste verifiche approfondite permettono di accertare lo stato strutturale dello scafo e delle macchine principali, identificando potenziali criticità prima che possano evolvere in problemi gravi o incidenti.

Durante una H&M inspection, il perito navale valuta attentamente la geometria dello scafo, lo stato delle saldature, la corrosione dei fondi, delle paratie interne e delle strutture di rinforzo, così come l’usura dei motori principali, degli apparati ausiliari e delle linee di propulsione. Non si tratta semplicemente di rilevare difetti, ma di comprendere come ogni elemento strutturale o meccanico interagisce con l’insieme della nave, garantendo stabilità, sicurezza e affidabilità operativa.

L’uso di strumenti avanzati come le indagini acustiche, gli ultrasuoni, la termografia, l’endoscopia e i rilievi 3D, consentono di ottenere una visione precisa e non invasiva della struttura, riducendo i rischi e ottimizzando i tempi di ispezione. Queste tecniche di controlli non distruttivi (NDT) sono particolarmente efficaci nelle strutture metalliche, dove fenomeni di corrosione interstiziale o galvaniche o micro-fessurazioni possono passare inosservati anche ad un occhio esperto ma poco attento.

Controlli non distruttivi e diagnostica avanzata

Il perito navale moderno deve padroneggiare una gamma di metodologie NDT per individuare difetti nascosti nelle strutture metalliche e nei materiali compositi. La spessimetria ultrasonica, ad esempio, permette di rilevare l’assottigliamento delle lamiere in aree critiche come fondi o paratie saldate, fornendo dati quantitativi sulla perdita di sezione senza compromettere la struttura.

L’analisi termografica consente di rilevare punti di accumulo di calore o differenze termiche che possono indicare malfunzionamenti , anomalie o infiltrazioni d’acqua. Analogamente, l’uso di liquidi penetranti e magnetoscopia aiuta a identificare cricche superficiali o appena sotto la superficie, elementi che possono compromettere la resistenza meccanica dello scafo o dei supporti dei motori.

Queste metodologie non solo aumentano la precisione delle perizie, ma conferiscono al perito navale la possibilità di fornire raccomandazioni preventive e interventi mirati. La capacità di combinare osservazione diretta, strumenti di misura avanzati e conoscenza teorica è ciò che distingue un professionista competente da un semplice tecnico.

Stabilità strutturale e sicurezza operativa

Un aspetto centrale della perizia navale è la valutazione della stabilità della nave, che non riguarda solo il comportamento in navigazione, ma anche la capacità della struttura di sopportare sollecitazioni meccaniche e dinamiche. La corretta distribuzione dei carichi, la tenuta delle paratie stagne, l’integrità dei serbatoi di carburante e delle bilge tank sono elementi fondamentali per garantire che la nave mantenga equilibrio e sicurezza in tutte le condizioni operative.

La perizia strutturale richiede competenze approfondite in ingegneria navale e scienza dei materiali. Il perito navale deve interpretare spessori, qualità delle saldature, eventuali deformazioni o cedimenti, e correlare questi dati con le condizioni operative della nave. Una valutazione accurata permette di identificare punti critici prima che possano generare incidenti o danni significativi.

Classificazione e conformità normativa

Nel settore commerciale, la classificazione avviene da parte di enti come RINA, Lloyd’s Register o DNV è un requisito imprescindibile per garantire la sicurezza e l’operatività della nave. Il perito navale gioca un ruolo strategico come consulente tecnico, verificando che lo scafo, le macchine e gli apparati siano conformi agli standard richiesti.

Questa attività include il controllo di schemi costruttivi, materiali impiegati, sistemi di propulsione, impianti elettrici e di sicurezza, e la verifica delle certificazioni. In questo modo, il perito non solo supporta l’armatore nel rispetto delle normative, ma contribuisce a preservare il valore commerciale della nave.

Project Cargo: gestione e supervisione tecnica

Il trasporto di Project Cargo rappresenta una delle sfide più complesse nel settore marittimo commerciale. Questi carichi, che comprendono macchinari pesanti, componenti industriali di grandi dimensioni o attrezzature speciali, richiedono una pianificazione meticolosa e un’approfondita valutazione tecnica della nave e della sua struttura.

Il perito navale interviene fin dalle prime fasi, collaborando con spedizionieri, armatori e cantieri per valutare capacità di carico, distribuzione dei pesi e integrità strutturale dello scafo. La stabilità della nave deve essere calcolata con precisione, tenendo conto della posizione e del peso del carico, della sua movimentazione e delle sollecitazioni durante la navigazione.

Durante il progetto, ogni fase del trasporto, dalla movimentazione in porto alla stiva, è documentata e monitorata, e le ispezioni NDT sulle strutture portanti garantiscono che nessuna parte dello scafo sia sottoposta a sollecitazioni superiori ai limiti di sicurezza. Questo approccio integrato permette di gestire carichi complessi con massima sicurezza e minimizzazione dei rischi economici e operativi.

Trasporto di merce sensibile: il caso dei coil di acciaio

Un’altra area delicata riguarda il trasporto di merci sensibili o particolari, come i coil di acciaio, che richiedono specifiche modalità di stivaggio e protezione per mantenere gli standard di qualità fino alla consegna. Il perito navale valuta come il carico viene distribuito e assicurato a bordo, la protezione dalle infiltrazioni d’acqua e dall’umidità, e il corretto stivaggio e compartimentazione per prevenire danni meccanici o chimici.

Il coil di acciaio, ad esempio, deve essere stivato con sistemi di supporto che ne impediscano il movimento durante la navigazione, evitando urti o deformazioni. L’impermeabilizzazione e la ventilazione dei locali di carico sono altrettanto fondamentali: anche una minima infiltrazione può causare corrosione, compromettendo la qualità del materiale e generando perdite economiche significative.

In questi casi, il perito non solo verifica la corretta esecuzione delle operazioni di stivaggio e movimentazione, ma redige anche rapporti dettagliati con fotografie e rilievi tecnici, fornendo agli armatori e agli assicuratori una documentazione completa che assicura la tutela legale e la responsabilità operativa.

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Se sei un armatore, un broker/charter o un cantiere, affidarsi a un perito navale qualificato è un investimento diretto sulla sicurezza e sul valore della tua nave. Una valutazione accurata, tempestiva e metodica può prevenire costosi interventi successivi e garantire la tranquillità operativa. Contattami oggi stesso per discutere di ispezioni hull & machinery, controlli NDT o consulenze tecniche personalizzate.

Non lasciare nulla al caso: ogni struttura metallica, ogni serbatoio, ogni paratia ha bisogno di un’analisi professionale. La sicurezza della nave e del tuo investimento dipende dalla qualità della perizia.

Tecnologia e strumenti moderni

Il progresso tecnologico ha reso le perizie navali più precise e complete. Oggi, rilievi laser 3D, ispezioni in spazi confinati con droni e termografia permettono al perito di creare modelli tridimensionali accurati delle strutture, con misurazioni millimetriche e dati storici confrontabili nel tempo.

Questi strumenti non solo agevolano l’analisi immediata, ma permettono anche una pianificazione preventiva della manutenzione, riducendo i rischi e i costi operativi. Come Marine Surveyor e tecnico NDT, il mio approccio integra tecnologia avanzata e interpretazione tecnica, garantendo una valutazione completa e affidabile.

Il futuro del perito navale

Il settore marittimo commerciale sta evolvendo rapidamente: navi più grandi, sistemi più complessi e requisiti normativi più stringenti richiedono periti navali sempre più specializzati e digitalizzati. La capacità di leggere dati complessi, comprendere comportamenti strutturali e applicare tecniche NDT avanzate sarà sempre più richiesta.

Il perito navale del futuro non sarà solo un osservatore, ma un consulente strategico, in grado di guidare armatori e cantieri nella gestione della sicurezza, della manutenzione e della conformità normativa, supportando decisioni operative e investimenti intelligenti.

Conclusione

Essere perito navale significa combinare esperienza pratica, conoscenze ingegneristiche, competenze NDT e capacità di interpretare dati complessi in contesti reali. È una professione che richiede attenzione al dettaglio, passione per la nautica e impegno continuo nell’aggiornamento tecnico.

Ogni nave, ogni bilge tank, ogni struttura metallica è un piccolo mondo da analizzare e comprendere. L’obiettivo finale è sempre lo stesso: garantire sicurezza, preservare valore e supportare decisioni consapevoli nel settore marittimo commerciale.

Se vuoi proteggere la tua nave, ridurre rischi e prevenire problemi strutturali o meccanici, contattami ora per una consulenza professionale completa. La tua tranquillità e la sicurezza del tuo investimento meritano la competenza di un Marine Surveyor specializzato.

contatti

Bibliografia

  1. RINA – Rules for the Classification of Commercial Vessels, 2023 Edition.
  2. ISO 19901 – Structural Requirements for Offshore Structures, 2022.
  3. DNV – Guidelines for Condition Assessment of Hull Structures, 2021.
  4. International Institute of Marine Surveying (IIMS) – Code of Practice for Marine Surveyors, 2022.
  5. T. Compton, Marine Surveying Handbook, Routledge, 2020.
  6. F. Rizzo, Diagnostica dei materiali compositi e metallici in ambito navale, Tecniche Nuove, Milano, 2018.
  7. M. Ventura, La perizia navale moderna, Hoepli, 2016.
il Perito Nautico

Il Perito Nautico

il Perito Nautico

Il Perito Nautico: Ruolo, Competenze e Responsabilità nel Settore Marittimo Moderno”

Nel mondo marittimo, dove tecnica, passione e valore economico si intrecciano in modo indissolubile, la figura del perito nautico rappresenta un pilastro fondamentale per la sicurezza, l’affidabilità e la tutela patrimoniale delle imbarcazioni e delle navi di lusso (superyacht).
L’esperienza, la conoscenza ingegneristica dei materiali e la capacità di analisi oggettiva rendono questo professionista una figura di riferimento non solo nelle fasi di compravendita o sinistro, ma anche lungo l’intero ciclo di costruzione e di vita (Refitting) del natante o della nave.

Negli ultimi decenni, l’evoluzione dei materiali compositi, l’introduzione di sistemi complessi di bordo e la crescente attenzione verso la sicurezza e la sostenibilità hanno profondamente modificato il ruolo del perito nautico.
Il suo ruolo va oltre la stima tecnica, ma è a tutti gli effetti un consulente tecnico multidisciplinare, capace di integrare competenze in ingegneria, scienze dei materiali, normative internazionali e tecniche di controllo non distruttivo (NDT).

Origini e definizione del ruolo

Il termine “perito” deriva dal latino peritus, che significa esperto, competente. Nel contesto nautico, il perito è colui che possiede una competenza tecnica specifica nella costruzione, manutenzione e valutazione delle imbarcazioni.

In Italia, la figura del perito nautico è regolamentata dal D.M. 29 ottobre 1997, n. 478, che ne definisce le competenze nell’ambito delle perizie marittime e delle stime relative a navi, imbarcazioni, motori marini e accessori. Tuttavia, al di là dell’aspetto normativo, il perito nautico è riconosciuto nel settore per la sua capacità di interpretare lo stato reale del bene, traducendo l’osservazione tecnica in un giudizio oggettivo e documentato.

Nel panorama internazionale, la figura equivalente è quella del Marine Surveyor, riconosciuto e disciplinato da enti come l’IIMS (International Institute of Marine Surveying) di cui siamo membri Affiliati e la Society of Accredited Marine Surveyors (SAMS).
Queste organizzazioni promuovono standard professionali elevati, assicurando formazione continua, aggiornamento tecnico e rispetto di codici etici rigorosi.

Contatti

Ambiti di intervento del Perito Nautico

Il Perito Nautico può operare in diversi ambiti, spesso sovrapposti e complementari. I principali sono:

Perizie assicurative e sinistri

Uno dei compiti più noti è la valutazione dei danni a seguito di sinistri, incendi, collisioni o eventi naturali. In questi casi, il perito agisce per conto di una compagnia assicurativa o di un privato, redigendo una relazione tecnica che quantifica l’entità del danno e determina le cause probabili.
L’imparzialità e la capacità di correlare i fatti tecnici agli eventi dinamici del sinistro sono essenziali per la validità della perizia.

Perizie pre-acquisto

Durante le fasi di acquisto o vendita di un’imbarcazione, la perizia tecnica consente di determinare lo stato reale del bene, considerando età, stato manutentivo, qualità costruttiva e presenza di eventuali difetti occulti.
La relazione del perito è spesso determinante per la definizione del prezzo e la tutela di entrambe le parti.

Ispezioni tecniche periodiche e refitting

Il perito è chiamato anche a seguire attività di refitting o manutenzione straordinaria, collaborando con cantieri e progettisti per verificare la corretta esecuzione dei lavori, il rispetto delle normative (ISO, RINA, CE) e la conformità ai piani di costruzione.

Controlli non distruttivi (NDT) e diagnostica avanzata

Con l’aumento dell’utilizzo di materiali compositi e leghe leggere, il perito moderno deve conoscere e applicare tecniche diagnostiche avanzate come:

  • Ultrasuoni (UT)
  • Liquidi penetranti (PT)
  • Controllo visivo (VT)
  • Termografia attiva e passiva
  • Laser 3D

Queste metodiche permettono di individuare delaminazioni, inclusioni, cricche o fenomeni corrosivi senza danneggiare la struttura, offrendo una fotografia accurata dello stato del manufatto.

Consulenze legali e giudiziarie

Il perito può operare anche come Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) o di Parte (CTP) nei procedimenti giudiziari, fornendo pareri tecnici su contenziosi relativi a sinistri, vizi costruttivi, inadempienze contrattuali o danni strutturali.

Competenze fondamentali del perito nautico moderno

L’evoluzione tecnologica della nautica richiede oggi un bagaglio di competenze che va ben oltre la tradizionale conoscenza delle barche. Il perito deve saper integrare analisi tecnica, sensibilità e rigore metodologico.

Competenze tecniche

  • Costruzione navale: conoscenza dei processi costruttivi in legno, metallo e materiali compositi (vetroresina, carbonio, Kevlar).
  • Idrostatica e idrodinamica: capacità di interpretare i parametri di stabilità e comportamento in mare.
  • Impiantistica di bordo: competenze in sistemi elettrici, elettronici, idraulici e di propulsione.
  • Normative e certificazioni: conoscenza delle direttive CE (2013/53/UE), delle norme ISO 12215 e dei regolamenti RINA.

Competenze ispettive e diagnostiche

Il perito moderno integra tecniche ispettive di tipo visivo con strumenti avanzati di misura ed analisi. Ad esempio:

  • Spessimetria ultrasonica per valutare corrosioni e perdite di sezione.
  • Analisi a infrarossi per individuare delaminazioni o distacchi di laminato.
  • Misurazioni laser 3D per rilievi di geometrie e deformazioni.

Competenze comunicative e documentali

Il perito deve saper trasformare osservazioni tecniche complesse in documenti chiari e leggibili, adatti sia al committente privato sia a contesti legali o assicurativi.
La qualità della relazione peritale è un elemento distintivo: il linguaggio deve essere tecnico, ma comprensibile e supportato da immagini, grafici e riferimenti normativi.

Etica e indipendenza

La credibilità del perito si fonda sull’imparzialità. In ogni incarico, la sua funzione è quella di osservare, analizzare e riferire, senza influenze esterne.
La reputazione professionale nasce proprio dalla capacità di mantenere questo equilibrio ed è sicuramente la discriminante essenziale nella scelta del perito.

Il processo peritale

Il lavoro del perito segue un percorso metodico, che si può riassumere in quattro fasi principali:

Raccolta delle informazioni preliminari

Prima dell’ispezione, il perito acquisisce dati sulla tipologia dell’imbarcazione, anno di costruzione, materiale, cantiere, documentazione tecnica, lavori pregressi e finalità della perizia.
Questo step consente di definire il perimetro dell’indagine e gli strumenti più idonei, anche se non sempre si riescono a reperire tutte le informazioni, soprattutto costruttive e storiche dell’imbarcazione.

Ispezione e rilievo tecnico

Durante l’ispezione, il perito procede con una verifica sistematica:

  • esame visivo strutturale dello scafo, coperta e interni;
  • rilevazione di spessori, umidità, delaminazioni o anomalie;
  • controllo di impianti e apparati motore;
  • test funzionali (avviamento, pompe, timoneria, impianto elettrico).

La raccolta dei dati deve essere oggettiva, con l’ausilio di strumenti tarati e protocolli standardizzati.

Analisi dei dati e interpretazione

La fase più complessa è quella interpretativa: il perito deve correlare i rilievi con la conoscenza dei materiali, del comportamento meccanico e delle possibili cause di difetto.
Per esempio, un’anomalia di umidità attraverso la coperta può derivare da un difetto costruttivo o da infiltrazioni secondarie. Solo l’esperienza e la competenza permettono di distinguerne l’origine.

Redazione del report

Il documento finale rappresenta la sintesi del lavoro svolto e dei risultati riscontrati.
Una relazione peritale ben costruita deve contenere:

  • descrizione dell’imbarcazione e delle condizioni d’ispezione;
  • metodologie impiegate;
  • risultati delle verifiche (con foto e grafici);
  • interpretazione tecnica e conclusioni;
  • eventuali raccomandazioni o prescrizioni.

Nel caso di perizie assicurative o giudiziarie, la chiarezza espositiva e la documentazione oggettiva sono essenziali per la validità legale del rapporto.

Il valore strategico del perito nautico

L’importanza del perito va ben oltre la singola ispezione: il suo ruolo è strategico per tutto il sistema nautico.

Tutela patrimoniale

Per un armatore o un broker, il perito rappresenta una garanzia di trasparenza e sicurezza economica.
Un’ispezione preventiva può evitare contenziosi costosi, rivelando problemi nascosti prima dell’acquisto o della consegna di un’imbarcazione.

Sicurezza della navigazione

Attraverso controlli strutturali e verifiche periodiche, il perito contribuisce alla sicurezza del mezzo e dell’equipaggio.
Difetti di laminazione, corrosioni occulte o cedimenti di strutture secondarie possono compromettere la tenuta del natante: una perizia accurata può letteralmente salvare vite e prevenire sinistri.

Sostenibilità e responsabilità tecnica

In un’epoca in cui la sostenibilità è un valore centrale, il perito svolge anche un ruolo di consulente ambientale e tecnico.
La corretta gestione dei materiali compositi, la scelta di resine a basso impatto ambientale, la valutazione di cicli di manutenzione ottimizzati sono elementi che rientrano sempre più nelle sue competenze.

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Strumentazione e tecnologie utilizzate

L’evoluzione tecnologica ha rivoluzionato il modo di operare del perito nautico.
Oggi si dispone di strumenti che consentono diagnosi di precisione elevatissima e modellazioni tridimensionali di grande valore ingegneristico.

Laser scanning e fotogrammetria 3D

I rilievi tridimensionali con tecnologia LiDAR o fotogrammetrica permettono di acquisire modelli digitali accurati delle geometrie di scafi e strutture.
Questo è particolarmente utile nei casi di deformazioni, danni da urto o progetti di refitting.

Ultrasuoni e Phased Array

Gli ultrasuoni e phased array facenti parte dello stetto principio tecnologico permettono di misurare lo spessore di materiali metallici o compositi, individuando variazioni anomale dovute a corrosione o delaminazione.
L’applicazione di queste tecniche, derivate dal settore aeronautico, ha elevato lo standard qualitativo delle perizie moderne.

Termografia a infrarossi

Utilizzata sia in campo navale che industriale, consente di visualizzare differenze termiche superficiali che corrispondono a difetti interni nel laminato o infiltrazioni d’acqua.

Endoscopia e boroscopia

Permettono di ispezionare punti non accessibili visivamente, come interstizi strutturali o canalizzazioni, fornendo immagini dirette dell’interno dello scafo o dei motori.

Il futuro e il presente del perito nautico

Il futuro della professione è fortemente orientato verso integrazione tecnologica e specializzazione.
Il perito del domani dovrà:

  • padroneggiare strumenti digitali di rilievo e modellazione 3D;
  • aggiornarsi sulle nuove tecniche di riparazione dei compositi;
  • conoscere normative ambientali e procedure di smaltimento;
  • mantenere un approccio etico e indipendente in un settore sempre più complesso.

Inoltre, la crescente attenzione alla digitalizzazione delle perizie e all’interconnessione tra operatori del settore (broker, cantieri, armatori) porterà alla creazione di piattaforme collaborative, in cui il perito sarà figura chiave per la validazione tecnica dei dati.

Conclusione

La professione del perito nautico si fonda su una combinazione rara di esperienza, conoscenza e integrità.
È un mestiere che richiede passione, curiosità tecnica, pensiero critico e continuo aggiornamento, ma anche equilibrio e senso di responsabilità.
In un mondo nautico in rapido cambiamento, il perito è chiamato non solo a valutare, ma a garantire la sicurezza e la qualità della navigazione, preservando il valore del bene e la fiducia del cliente.

Come ogni professione tecnica, essa vive di reputazione, metodo e rispetto delle norme. Ma soprattutto vive di onestà intellettuale.

Cosa aspetti? Contattami per una consulenza gratuita.

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Bibliografia essenziale oltre l’esperienza personale

  1. D.M. 29 ottobre 1997, n. 478 – “Regolamento recante norme sull’esame di abilitazione all’esercizio della professione di perito nautico”.
  2. Direttiva 2013/53/UE – “Imbarcazioni da diporto e moto d’acqua”.
  3. RINA – Rules for the Classification of Yachts, 2023 Edition.
  4. ISO 12215 – “Structural Requirements for Small Craft”.
  5. IIMS (International Institute of Marine Surveying) – Code of Practice for Marine Surveyors, 2022.
  6. F. Rizzo, Diagnostica dei materiali compositi in ambito navale, Tecniche Nuove, Milano, 2018.
  7. T. Compton, Marine Surveying Handbook, Routledge, 2020.
  8. M. Ventura, La perizia nautica moderna, Hoepli, 2016.

Perizia Nautica Assicurativa

Perizia Nautica Assicurativa – Tutelare la tua imbarcazione con competenza e consapevolezza

Perizia Nautica Assicurativa

Perizia Nautica Assicurativa – Tutelare la tua imbarcazione con competenza e consapevolezza

Perché la perizia nautica assicurativa è fondamentale ?

Lo yacht navigando in un ambiente ostile come il mare, dove la presenza di un movimento ondulatorio costante, dove il maltempo può giocare un ruolo importante, oltre che la presenza di sale e conseguenti ossidazioni ed eventuali fattori umani o carenza di manutenzione, possono mettere a rischio la barca e chi la utilizza.

Che si tratti di un piccolo natante o di un grande yacht, l’imbarcazione rappresenta un patrimonio economico e affettivo che va tutelato.
Tra gli strumenti più efficaci per garantirne la salvaguardia c’è la perizia nautica assicurativa, un atto tecnico e formale che fotografa lo stato reale della barca e permette alla compagnia assicurativa di quantificarne il valore, valutandone rischi e condizioni.

Spesso, però, il proprietario non ha chiaro cosa differenzi una perizia assicurativa da una perizia tecnica completa.

Comprendere questa distinzione è fondamentale, perché la prima non prevede nè prove né test distruttivi, ma si basa su una valutazione visiva e descrittiva. Non per questo è meno importante: anzi, rappresenta la base di ogni corretta polizza a corpi.

Cos’è la perizia nautica assicurativa e a cosa serve?

La perizia nautica assicurativa è una relazione tecnica redatta da un perito nautico qualificato, finalizzata a determinare il valore commerciale e lo stato generale dell’imbarcazione al momento della stipula o del rinnovo di una polizza assicurativa “Corpi” (Hull & Machinery).
È un documento richiesto da molte compagnie, ma anche una forma di garanzia per l’armatore stesso.

A differenza di una perizia tecnica completa o di stima globale, che può includere test approfonditi come controlli non distruttivi (ultrasuoni, liquidi penetranti, termografia, analisi strutturale, prove mare, ecc.), la perizia assicurativa si concentra su un’analisi puramente visiva e descrittiva.
Il perito non interviene fisicamente sui materiali, ma valuta con competenza elementi chiave come:
• lo stato dello scafo e delle strutture visibili;
• l’età e la manutenzione dell’imbarcazione;
• l’efficienza apparente degli impianti e delle attrezzature di bordo;
• le condizioni estetiche generali;
• l’adeguatezza della dotazione di sicurezza;
• il valore commerciale in relazione al mercato.

Il risultato è un rapporto tecnico imparziale, che consente sia al cliente sia alla compagnia assicurativa di basare la polizza su dati reali e documentati.

Differenze tra perizia nautica assicurativa e perizia nautica tecnica: quale scegliere

Molti armatori confondono le due tipologie di perizia, ma si tratta di strumenti profondamente diversi per finalità, metodo e approfondimento.

Caratteristica Perizia assicurativa

In sintesi, la perizia assicurativa non entra nel merito della resistenza o dell’integrità interna dei materiali, ma serve per certificare visivamente lo stato d’uso dell’imbarcazione e definire un valore congruo per la copertura assicurativa.

Perché conviene fare una perizia nautica assicurativa

Molti armatori vedono la perizia assicurativa come una formalità imposta dalla compagnia.

In realtà, è uno strumento di tutela reciproca — sia per il proprietario che per l’assicuratore.

  1. Valutare correttamente il valore della barca

Una perizia aggiornata evita di assicurare un bene a un valore errato.
• Se la barca è sottostimata, in caso di danno l’indennizzo sarà insufficiente.
• Se è sovrastimata, il premio assicurativo sarà più alto del dovuto.

Solo un perito esperto, conoscendo il mercato e le condizioni effettive del mezzo, può attribuire un valore reale e coerente.

  1. Prevenire contestazioni in caso di sinistro

Quando si verifica un danno come: un urto in porto, un incendio, un allagamento, la compagnia si rifà alla perizia per stabilire entità e valore del bene.
Una relazione chiara, dettagliata e recente permette di evitare lunghe dispute tra assicurato e assicuratore.

In altre parole: la perizia è una forma di tranquillità preventiva.

  1. Dimostrare la buona manutenzione e la responsabilità dell’armatore

Nel caso in cui l’imbarcazione causi danni a terzi, la perizia certifica che il mezzo era in condizioni idonee alla navigazione al momento dell’assicurazione.
Un documento che, in caso di contenzioso, può difendere il proprietario da eventuali accuse di negligenza o omessa manutenzione.

  1. Aumentare il valore commerciale dell’imbarcazione

Una barca accompagnata da una perizia recente e redatta da un professionista riconosciuto ha un valore percepito maggiore sul mercato.
Chi compra sa di potersi fidare: una relazione tecnica trasparente rassicura e velocizza la vendita.

  1. Monitorare nel tempo lo stato della barca

Eseguire la perizia assicurativa con cadenza regolare (ogni 2-3 anni) permette di tenere traccia dello stato evolutivo del mezzo, intervenendo con manutenzioni mirate.
È un modo intelligente per anticipare i problemi e preservare il valore dell’imbarcazione nel lungo periodo.

Cosa include una perizia nautica per assicurazione

Una perizia ben strutturata include una serie di sezioni fondamentali, che consentono al lettore compagnia o cliente, di comprendere lo stato complessivo dell’imbarcazione.
1. Dati identificativi dell’imbarcazione
2. Descrizione generale e materiali costruttivi
3. Condizioni visive dello scafo e della coperta
4. Stato degli interni e degli impianti di bordo
5. Dotazioni di sicurezza e documentazione
6. Valutazione economica di mercato
7. Conclusioni e raccomandazioni tecniche

L’intero lavoro si conclude con un report fotografico dettagliato, che accompagna le descrizioni tecniche e ne conferma la trasparenza.

Polizza a Corpi: cosa copre e perché richiede una perizia

La polizza a corpi copre l’imbarcazione e i suoi apparati da danni materiali e diretti derivanti da eventi accidentali come: incendi, collisioni, urti, tempeste, furti parziali o totali, e molto altro.

Senza una perizia accurata, tuttavia, la compagnia non può valutare correttamente il rischio, e il contraente rischia di sottoscrivere una copertura non adeguata.
Ecco perché la perizia è un investimento di prevenzione, non un semplice adempimento burocratico.

Quando richiedere una perizia nautica assicurativa?

La perizia assicurativa va eseguita in diverse circostanze:
• All’atto della prima assicurazione;
• In caso di rinnovo o modifiche strutturali;
• Dopo un sinistro o un danno;
• Dopo un refitting importante;
• Prima della vendita dell’imbarcazione.

In ogni caso, affidarsi a un perito qualificato permette di ottenere una documentazione riconosciuta e spendibile anche a fini legali.

Il ruolo del perito nautico: un tecnico super partes

Il perito nautico è una figura tecnica e indipendente, che opera come consulente terzo tra compagnia e proprietario.
La sua missione è fornire un giudizio tecnico oggettivo, basato su esperienza diretta, conoscenza dei materiali e delle dinamiche costruttive.

La perizia assicurativa, pur essendo descrittiva, richiede competenza nel riconoscere difetti nascosti, segni di usura anomala, deterioramenti tipici dei materiali compositi, e saperli descrivere in modo documentato.
Un occhio inesperto può trascurare segnali che un tecnico, invece, coglie al volo.

Come si svolge una perizia assicurativa: le fasi operative

1. Appuntamento e raccolta dati preliminari
2. Ispezione visiva e fotografica
3. Analisi del valore e confronto con il mercato
4. Stesura e consegna della relazione finale

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Contatti

Il mare non perdona l’improvvisazione.


Se hai acquistato una nuova imbarcazione, se la tua polizza è in scadenza o semplicemente vuoi avere la certezza di conoscere il valore reale del tuo mezzo, affidati a una perizia nautica assicurativa professionale.

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Navigare sicuri significa anche conoscere e proteggere il valore della tua barca.

Conclusione: la sicurezza comincia da una perizia ben fatta

La perizia assicurativa è la base della tutela in mare: ti protegge, certifica il tuo bene e rafforza la fiducia con la compagnia.
Affidarla a un professionista significa investire nella sicurezza, nella trasparenza e nella longevità della tua imbarcazione.

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Barca usata online: Ispezionare una barca usata prima di acquistarla online – Cosa sapere e perché affidarsi a un perito nautico

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Barca usata online: Ispezionare una barca usata prima di acquistarla online – Cosa sapere e perché affidarsi a un perito nautico

Immagina la scena: un pomeriggio post lavoro, stai scorrendo gli annunci di barche usate online. Scafo lucido, interni puliti, descrizione accattivante. Il prezzo sembra quello giusto, il venditore risponde in fretta e ti assicura che la barca è “in perfette condizioni”, “pronta per salpare”. È in un porto a qualche centinaio di chilometri da te, il proprietario ti manda una videochiamata per farti vedere tutto. Ti sembra di aver trovato l’occasione della vita.
Eppure, quello che si vede dietro uno schermo può essere molto diverso da ciò che si scopre dal vivo.

Negli ultimi anni ho incontrato moltissimi armatori o aspiranti tali che si sono trovati in questa situazione. L’acquisto online di una barca è una pratica sempre più diffusa, quasi inevitabile in un’epoca dove tutto si fa da remoto. Ma la barca non è un’auto: è un manufatto molto più complesso, soggetto a usura, ambiente marino molto aggressivo, infiltrazioni, correnti galvaniche, materiali compositi, riparazioni di fortuna e tanta, tantissima “creatività” da parte dei precedenti proprietari.
Ed è proprio lì che entra in gioco la figura del perito nautico.

L’illusione digitale del “buon affare”

Internet ha rivoluzionato anche il mercato nautico come si può notare dal volume di ricerche online. I siti specializzati e i gruppi social dedicati all’usato pullulano di annunci, alcuni davvero interessanti. Eppure, dietro molte di quelle foto patinate e delle descrizioni “impeccabili”, spesso si nasconde una realtà ben diversa. Una barca usata può essere un affare, certo — ma solo se si sa cosa si sta guardando.

Il problema è che il 90% degli acquirenti privati non ha gli strumenti, né l’esperienza, per capire cosa c’è dietro una lucente mano di vernice o un motore e sentine appena lavate (il vero problema nascosto).
Una foto non racconta se lo scafo è stato riparato dopo un urto, se il bulbo ha preso una botta, se la sentina nasconde infiltrazioni, o se il controstampo si è scollato. Non racconta se l’impianto elettrico è a norma, se i serbatoi sono contaminati, o se l’albero ha bisogno di una rettifica urgente.

Molte imbarcazioni vengono vendute con diciture come “tenuta maniacalmente”, “condizioni pari al nuovo”, “usata pochissimo”. Espressioni che, nella mia esperienza, raramente coincidono con la realtà tecnica dei fatti.
Non c’è malafede nella maggior parte dei casi, ma semplicemente una scarsa consapevolezza tecnica o come dico spesso, “soffrono della sindrome dell’innamoramento”: il proprietario vede una barca che naviga, quindi “va bene”. Ma ciò che a occhio nudo sembra perfetto può nascondere problemi invisibili, spesso costosi e talvolta pericolosi.

La differenza tra guardare e ispezionare

Una barca si guarda in mille modi, ma si ispeziona in uno solo: con metodo, strumenti e competenza.
Quando un cliente mi chiede di effettuare una perizia su un’imbarcazione trovata online, il mio compito non è solo quello di “trovare difetti”, ma di raccontargli la verità tecnica di quel bene: com’è costruita, com’è invecchiata e quanto vale davvero oggi.

Lo scafo

Ogni controllo parte sempre dallo scafo, il cuore strutturale della barca. Qui, una martellata ben assestata o un esame ad ultrasuoni possono fare la differenza e raccontare molto più di cento foto. Un suono interlaminare , difficile da descrivere a parole o una variazione di spessore possono indicare zone di delaminazione o riparazioni non eseguite correttamente.
Lo stesso vale per i ponti in sandwich, spesso soggetti a infiltrazioni d’acqua nei punti di fissaggio.
Questi danni non si vedono, ma esistono — e una volta scoperti, possono compromettere la sicurezza e il valore dell’imbarcazione.

I motori

Poi ci sono i motori, un altro punto critico. Molti acquirenti si fidano di sentire il motore “acceso al minimo” o di una dichiarazione del venditore tipo “revisione appena fatta”. Ma un controllo tecnico vero include la verifica a massimi giri, delle ore reali di funzionamento se è possibile verificarli attraverso la centralina, dello stato dei circuiti di raffreddamento, della presenza di corrosione galvanica e di perdite d’olio o gasolio.
Un motore apparentemente efficiente può nascondere segni di cavitazione, surriscaldamento o incrostazioni interne che diventano evidenti solo sotto carico o durante una prova in mare.

Gli impianti di bordo

L’impiantistica, poi, è un universo a parte: connessioni elettriche improvvisate, prese non stagni, pompe di sentina che lavorano male, serbatoi contaminati da vegetazione microcellulare. Tutte problematiche che emergono solo a chi sa dove e come guardare.

Il peso nascosto di una barca “bella solo fuori”

Una delle tecniche principali usate è una pulizia accurata o lucidata di recente.
Una coperta brillante, un gelcoat perfetto, un teak lucidato: sono dettagli che attirano l’occhio, ma che spesso servono a mascherare una manutenzione più estetica che sostanziale.
Ho visto barche con opere vive appena rifatte, ma con conyrostampi distaccati; scafi lucidi ma strutture compromesse da vecchi urti e toppe invece di riparazioni.

Il punto è che una barca non si giudica dalla superficie. È un manufatto con una sua complessità, fatto di materiali diversi che convivono tra loro e di una propria storia. Ogni barca porta i segni del proprio passato: un problema di fabbricazione, un refitting fatto bene, uno trascurato, un ormeggio esposto ai venti o a forti correnti galvaniche, un trasporto non curato. Tutti elementi che influiscono sulla sua integrità, ma che non emergono mai da un annuncio online.

Il valore della verifica indipendente

Analizzare un annuncio significa anche capire se il prezzo richiesto è coerente con il valore tecnico del mezzo.

Spesso, bastano pochi dettagli:

-n. proprietari

-il cantiere costruttore,

-l’anno,

-il tipo di resina usata,

-le ore motore


Quando l’imbarcazione merita un sopralluogo, la perizia vera e propria è una verifica completa e strumentale.
Non è solo una lista di controlli, ma una valutazione integrata: l’unione tra esperienza empirica, analisi tecnica e interpretazione dei dati.

I controlli non distruttivi, come ultrasuoni (UT), Visivo (VT), o termografia, permettono di indagare ciò che non si nota a primo impatto, e sono strumenti che fanno davvero la differenza tra un’osservazione e una diagnosi.
Un tecnico esperto sa leggere un’onda ultrasonora e interpretare un’anomalia discriminando indicazioni false da quelle reali.

E poi c’è la parte burocratica, quella che molti trascurano: i documenti di bordo, le certificazioni CE, i numeri HIN, le conformità motori, i referti di manutenzione. Tutto deve combaciare.
Una piccola incongruenza oggi può trasformarsi in un problema legale domani.

Comprare online non è sbagliato, ma serve metodo

L’acquisto digitale non è il problema. È la mancanza di verifica che lo rende rischioso.
Con le giuste precauzioni, comprare una barca a distanza può essere sicuro e conveniente.
Negli ultimi anni è capitato spesso di eseguire ispezioni preliminari, ossia prima che il cliente vedesse l’imbarcazione dal vivo, in modo tale da essere certi che l’investimento valga la pena prima che si depositi la caparra per poi proseguire con la seconda fase di ispezione con la barca in acqua all’accettazione del deposito della caparra.

In questo modo si possono limitare i danni e utilizzare solo i soldi dedicati alla perizia invece che tutta la caparra nel caso di indecisioni.

È frequente che clienti residenti all’estero organizzino le trattative completamente da remoto,sia per abbattere i costi di trasporto che per essere impossibilitati a causa di esigenze lavorative; questa formula permette di avere un’ispezione tecnica completa e concludere l’affare senza sorprese.

Il punto è sapere a chi affidarsi.

Un perito nautico non è un “controllore” burocratico, ma un tecnico che tutela l’acquirente, il suo investimento ed in ultima analisi, la sua sicurezza.
Durante una perizia, non mi limito a fotografare i difetti: spiego al cliente perché un certo problema è rilevante, cosa deve essere fatto per risolverlo e se compromette o meno la navigabilità.
Spesso basta un confronto tecnico onesto per far capire che “il prezzo basso” non è sempre sinonimo di affare, ma a volte il segnale di una barca che richiede interventi importanti.

La verità è nel dettaglio

Una delle frasi che ripeto più spesso ai miei clienti è: “non finisco mai di imparare , ogni barca è per lo piu un manufatto artigianale e si scoprono problemi sempre più disparati“, pertanto mai dare nulla per scontato e meglio riparare un difetto piccolo oggi che un problema grave domani.

L’unica cosa conosciuta è la fisica e lo studio probabilistico dei difetti che può aiutarti nell’interpretazione e nell’identificazione dell’origine.

Chiaramente l’esperienza gioca il suo ruolo, ma mettersi in discussione è indispensabile.

Un piccolo colpo sul bulbo, un controstampo rialzato, osmosi iniziale: dettagli che cambiano completamente la valutazione economica e, soprattutto, la sicurezza in mare.
Ed è proprio qui che entra in gioco il mestiere del perito: vedere ciò che gli altri non vedono o sottostimano.

Quando il mare non perdona

Un’imbarcazione naviga in un ambiente ostile che cerca in tutti i modi di portarti con sé.

Chi compra una barca senza ispezione, fidandosi solo di un annuncio online, non sempre lo capisce fino in fondo. E quando il problema si manifesta? In mare. Con la barca che imbarca acqua, con un motore che si ferma o una struttura che lavora in modo anomalo con il rischio di perdere solidità strutturale, ma quando succede è troppo tardi e il rischio di farsi male aumenta.

Quindi cosa aspetti? contattaci.

Contatti

Conclusione: il valore della consapevolezza su una Barca usata online

Comprare una barca usata online è un sogno, la scegli, la vedi, te ne innamori, ma come tutti i sogni va affrontato con consapevolezza.
Una perizia nautica non è un ostacolo: è la chiave per trasformare un sogno in un investimento reale e sicuro.
Il mio lavoro, da perito nautico, non è dire “sì” o “no” a un acquisto, ma fornire al cliente tutti gli elementi per decidere con cognizione di causa.
Ogni volta che un cliente mi dice “meno male che abbiamo fatto la perizia”, so di aver fatto il mio dovere.

Il mare regala emozioni straordinarie, ma non perdona l’improvvisazione.

perito nautico truffa

Come capire se il tuo perito nautico ha lavorato bene (o ti ha truffato)?

Come capire se il tuo perito nautico ha lavorato bene (o ti ha truffato)?

perito nautico truffa

In questo articolo andremo a trattare quali sono i comportamenti e le cose che si dovrebbero vedere per distinguere una perizia accurata da una superficiale.

Perché è importante una perizia nautica fatta bene?

La perizia nautica è molto più di un “giro di barca con una persona esperta”.
È un’analisi tecnica, indipendente e dettagliata dello stato di un’imbarcazione, paragonabile quasi a una fotografia dettagliata in formato discorsivo dello stato della barca, indispensabile in fase di acquisto, vendita, valutazione danni o refitting.
Un perito serio tutela il cliente da rischi nascosti e da spese impreviste, mentre un perito superficiale o improvvisato può costare molto di più del prezzo concorrenziale che offre a causa di indicazioni non identificate o sottovalutate che possono aumentare notevolmente il costo finale dell’imbarcazione.

Nell’ultimo decennio sono numerose le segnalazioni di periti poco affidabili che si improvvisano tali solo perché hanno navigato o hanno avuto fantomatiche esperienze di vita. questo ha portato ad un aumento di professionisti poco preparati o poco scrupolosi, che svolgono ispezioni rapide e minimali con l’unico obiettivo di incassare il compenso, senza reale attenzione alla sicurezza e al valore dell’imbarcazione.

La durata della perizia nautica: il primo segnale anti truffa

La durata è uno degli indicatori più immediati della serietà del lavoro.
• una perizia accurata è di minimo 5 ore per una barca a vela o motore di 10–15 metri, considerando ispezione a secco, in acqua e interni. Per unità più grandi il tempo può raddoppiare.
• una perizia sospetta di 1–2 ore per “dare un’occhiata” e consegnare un report scarno.

Nota: il tempo sul posto è solo una parte del lavoro. Un perito serio dedica ore anche alla stesura del rapporto, analisi dati e selezione foto.

La frase che mi sento dire più spesso?

“non ho mai visto una perizia così”

Il punto non è l’auto-incenzazione ma perchè non l’hai mai vista prima.

C’è solo un modo per fare una perizia, Bene!

La metodologia tecnica: come deve lavorare un perito nautico serio

Un professionista qualificato non si limita a guardare una mezz’oretta lo scafo e dire, Sta bene !

Il perito serio misura, testa attraverso strumenti appositi, documenta, si mette in discussione.

Nessun perito è onniscente, e ogni barca è a sè essendo un manufatto artigianale e presenta delle novità che potrebbero non essere mai capitate prima o addirittura qualcosa di nuovo da dover imparare, poichè quella particolare combinazioni di eventi ancora non si era presentata prima.

Di seguito troverai le tecniche fondamentali che dovrebbero far parte del processo:

Controlli Non Distruttivi (NDT)

termografia e hygrometria

La prima e più importante metodologia di indagine è ispezione visiva approfondita (VT), questa tipologia di indagine ricade a pieno titolo nei controlli non distruttivi e si esegue sia con barca in secca che con barca in acqua, in quanto entrambe le condizioni possono mostrare indicazioni diverse e avvolte complementari ai fini dell’indagine.

  • Sull’ opera viva si valutano segni di osmosi, abrasioni, indicazioni di impatto, riparazioni occulte, si osservano le condizioni di chiglia, timoneria, asse elica, supporti, giunti ecc.
  • Sull’opera morta si valuta la murata, la coperta come le condizioni di albero, boma e manovre fisse (segni di impatto, corrosione, crepe), oltre che le manovre correnti.
  • Internamente si ispezionano gli impianti elettrici, idraulici e carburante.

Tra gli strumenti utilizzati troviamo:

  • Martello (rigorosamente in legno sulla vetroresina) per le aree in monolitico e a sfera di alluminio in corrispondenza delle aree del sanwich, questa tecnica usa le differenze di frequenza acustica per identificare delaminazioni o discontinuità strutturali su scafi in vetroresina,(tecnica categorizzata nei metodi non distruttivi).
  • Martello in ferro per barche in acciaio o alluminio per identificare acusticamente aree dallo spessore ridotto e far emerfere i buchi di domani, questo metodo è categorizzabile come semidistruttivo.
  • Moisture meter o Hygrometro, è uno strumento che utilizza la conducibilità elettrica per riconoscere pa presenza di acqua/umidità all’interno della della vetroresina per identificare zone umide o zone invecchiate dalla idrolisi (controllo non distruttivo).
  • Thermografia (TT) utilizzata per identificare le differenze di calore rifratte dall’oggetto preso in esame in modo da identificare discontinuità o presenza di liquidi.
  • Strumento ad Ultrasuoni (UT) indispensabile nella vetroresina attraverso l’utilizzo di apposita sonda da 0,5MHz per identificare discontinuità o delaminazioni all’internoo con sonda da 2,5-5MHz per carbonio e metalli indispensabili su scafi metallici per misurare lo spessore delle lamiere e rilevare corrosione interna.
  • Liquidi penetranti (PT) meno diffusi in loco per evidenziare microfessure su strutture metalliche, terminali delle sartie e saldature su scafi in alluminio e acciaio.
  • Endoscopia per ispezionare zone inaccessibili come madieri, paratie interne, attacchi di chiglia o controstampi passando attraverso le bisce (solitamente utilizzato solo in caso di necessità).
  • Esistono anche strumenti semi-distruttivi come il puntello o il raschietto, ottimi per rimuovere aree superficiali e identificare esponendo la presenza di indicazioni al disotto del gelcoat come cricche e osmosi.

Prova in mare (dove possibile)

Attraverso la prova in mare si valutano gli impianti di bordo principalmente i motori in modo da poter identificare anomalie o problemi riscontrabili esclusivamente a motore marciante.

Durante la prova in mare si valutano principalmente.

  • Vie d’acqua attive.
  • Strutture
  • Assetto dell’imbarcazione
  • condizioni e performance del motore.
  • Vibrazioni o rumori anomali.
  • Risposta ai comandi, funzionamento del motore, strumentazione.

Come verificare la competenza del perito nautico

Il cliente non deve essere uno spettatore passivo, deve comunicare tutti i suoi dubbi e perplessità.
Un perito professionale è in grado di spiegare in termini semplici cosa sta facendo, senza nascondersi dietro frasi vaghe o tecnicismi buttati lì per “fare scena”.

Consigli pratici:
• Chiedere: “Cosa stai controllando adesso?”
Un professionista risponde in modo chiaro, indicando finalità e possibili difetti.
• Verificare le certificazioni: NDT ISO 9712, iscrizione nell’albo dei periti ed esperti della camera di commercio, iscritto in un albo internazionale come quello della IIMS o iscrizione ad associazioni di categoria riconosciute.
• Osservare l’attrezzatura: un perito che si presenta solo con martello e torcia non sta facendo un lavoro completo.

Report: il cuore della perizia nautica

La differenza tra un lavoro professionale e uno arronzato sta quasi tutta nella qualità della documentazione.

Come dev’essere un rapporto di perizia

Un documento serio contiene:
1. Dati generali dell’imbarcazione (cantiere, anno, dimensioni, numero di serie).
2. Condizioni di ispezione (a secco, in acqua, data, condizioni meteo).
3. Metodologia: strumenti e tecniche utilizzate.
4. Descrizione dettagliata delle aree ispezionate (scafo, coperta, interni, impianti, attrezzatura di coperta, motore, alberatura).
5. Risultati tecnici: misurazioni precise (spessori, valori di umidità, rilievi strumentali).
6. Documentazione fotografica: immagini numerate e commentate o girate da parte e supportate da una corposa descrizione in perizia in modo da sopperire all’assenza di immagine.
7. Difetti rilevati: posizione, entità, impatto sul valore e sulla sicurezza.
8. Conclusioni e raccomandazioni: interventi consigliati, priorità.
9. Allegati tecnici: schede di misurazione, certificati NDT.

Ricorda, un perito non può dare un valore alle riparazioni, non essendo chi eseguirà le operazioni, non è attendibile, se vedi che spara cifre, non prendere queste informazioni come scienza infusa, metti in discussione le informazioni e confrontati anche con altri cantieri prima di procedere all’acquisto.

Formato ideale: 25-40 pagine per una barca di medie dimensioni e dati, escluse foto.

Campanelli d’allarme in un report

  • Documento inferiore a 3–4 pagine.
  • Foto generiche senza riferimenti o didascalie.
  • Nessuna indicazione delle tecniche usate.
  • Mancanza di firma o timbro professionale.

Segnali di una perizia nautica“arronzata”

  • Durata minima: il perito resta a bordo meno di 2 ore.
  • Zero strumenti: si limita a osservare senza testare attraverso strumenti.
  • Evitare zone difficili: non apre gavoni, non scende in sentina, non smonta paglioli.
  • Frasi vaghe: “Tutto nella norma”, “Niente di cui preoccuparsi” senza prove.
  • Rapporto generico: copia-incolla da modelli standard senza personalizzazione.
  • Eccessiva fretta di chiudere il lavoro per passare a un altro cliente.

Perché il prezzo più basso può essere il più caro

Un perito che offre tariffe molto inferiori alla media spesso taglia sui tempi, sulle tecniche e sull’approfondimento.
Il risparmio iniziale può trasformarsi in:
• Spese impreviste di riparazione.
• Perdita di valore della barca.
• Rischi per la sicurezza in navigazione.

Conclusioni: scegliere bene per evitare problemi e non farsi truffare

Una perizia ben fatta è un investimento, non una spesa.
Protegge il cliente, documenta lo stato reale dell’imbarcazione e fornisce una base solida per decisioni e trattative.


Scegliere un perito serio significa:
• Tempo adeguato di ispezione.
• Metodologia NDT e ispezioni visive complete.
• Documentazione tecnica dettagliata.
• Trasparenza e competenza nel rispondere alle domande.

Test Finale

Quando ricevi il rapporto, chiediti:

“Se domani vendessi questa barca, questo documento basterebbe a convincere un acquirente della sua condizione?”
Se la risposta è no, la perizia non è stata fatta bene.

Spero che questa guida possa aiutarti a identificare chi lavora bene e chi no, un perito arronzone è un onta per la categoria e fa perdere fiducia ad un possibile cliente, arrivano alla conclusione che il perito non serve a nulla, quando invece è fondamentale per la propria tutela, basta solo non andare dal primo che capita ma confrontarsi e farsi girare un report di esempio per capire come e cosa utilizzerà durante la perizia.

corrosione barca

Corrosione barca, tipologie di corrosione e come proteggere la barca.

Corrosione barca – tipologie di corrosione e come proteggere la barca.

corrosione barca

Corrosione barca: tipologie, meccanismi e strategie di protezione

La corrosione è uno dei fenomeni più affascinanti e nello stesso tempo pericolosi che interessano le strutture metalliche in generale e considerando l’ambiente in cui si muovono sopratutto nei manufatti impiegate nel settore nautico. La sua azione, spesso inizialmente invisibile, può compromettere progressivamente l’integrità strutturale di scafi, impianti e componenti, con conseguenze potenzialmente catastrofiche.

Comprendere i meccanismi della corrosione, le sue diverse forme, i fattori acceleranti e le metodologie di prevenzione è essenziale per tecnici, surveyor e operatori del settore marittimo.

In questo articolo tecnico, approfondiremo:
• Le principali tipologie di corrosione
• Le dinamiche elettrochimiche alla base del fenomeno
• I metodi di misura e controllo della corrosione
• Strategie di prevenzione e protezione, attive e passive
• Un caso studio reale di corrosione galvanica su struttura saldata
• L’importanza della protezione anche delle superfici interne
• Le implicazioni operative e manutentive

Funzionamento chimico ed elettrochimico della corrosione

La corrosione è una reazione chimica o elettrochimica tra un metallo e l’ambiente circostante.

Quando il metallo perde elettroni (ossidazione), si trasforma in uno ione positivo e si combina con elementi presenti nell’ambiente (ossigeno, cloruri, acqua), dando origine a composti instabili come ossidi, idrossidi o sali metallici.

Corrosione elettrochimica

La corrosione elettrochimica è la più comune e si verifica anche in un ambiente non marino, ossia, avviene quando un metallo (come il ferro) si corrode a contatto con acqua o umidità, formando ruggine.

Come funziona la corrosione elettrochimica? Serve un “circuito”:

Per poter funzionare la corrosione elettrochimica ha bisogno di un circuito e solitamente è formato da:

  • Metallo (es. ferro)
  • Acqua/particella di umidità (che fa da conduttore)
  • Ossigeno (dall’aria circostane)

Il risultato di questo circuito è una reazione chimica dove, il metallo perde elettroni (“quindi si ossida”) formando ioni metallici e l’ossigeno nell’acqua assorbe gli elettroni si ionizza e forma la ruggine (ossido di ferro).

Esempio pratico se lascio una latta di acciaio esposta alla pioggia cosa succede?

  • L’acqua/umidità e l’ossigeno creano una pila elettrochimica sulla superficie della latta.
  • Il ferro si ossida perchè perde elettroni e si forma il deposito dela reazione chimica ossia la ruggine.

Quindi: se ho un solo metallo avrò una corrosione elettrochimica, mentre se ho due metalli? Elettrolitica?

Ebbene si, se ho 2 metalli e un conduttore avrò una corrosione elettrolitica, ossia:

Due metalli diversi (un esempio classico è lo zinco che si usa per proteggere l’acciaio) + conduttore.

In presenza di un elettrolita (o conduttore come acqua marina caricato elettricamente attraverso un campo elettromagnetico), si forma una cella galvanica (paragonabile ad un circuito chiuso) tra aree anodiche e catodiche dei 2 metalli. L’area anodica perde elettroni e si corrode, mentre quella catodica acquisisce elettroni e rimane protetta, questo metodo è alla base della galvanizzazione.

Quindi la corrosione elettrolitica (o galvanica) è un tipo di corrosione che avviene quando due metalli diversi sono collegati da un circuito e a contatto attraverso un liquido conduttore (come acqua salata o umidità).

Come funziona?

Durante il processo corrosivo uno dei due metalli (quello più “reattivo”) si consuma, mentre l’altro rimane protetto. Un esempio classico è l’applicazione dell’anodo di zinco ad una barca in acciaio o ad un elica per sacrificarsi e proteggere l’acciaio, il NiBrAl o il bronzo, per l’appunto questo zinco viene definito come anodo sacrificale.

Ma per quale motivo un metallo si sacrifica più di un altro? La Scala Galvanica

Il motivo principale per cui un metallo cede o acquisisce elettroni rispetto ad un altro è dato dal potenziale standard di riduzione di un elemento, ossia il grado di capacità che ha un elemento di perdere elettroni, e si definiscono più “attivi” quelli che cedono velocemente elettroni mentre “nobili” quelli che cedono con più difficoltà.

Come si descrive graficamente questo grado di potenziale riduzione nei metalli? attraverso la Scala Galvanica.

La Scala Galvanica e la Corrosione tra Metalli

La scala galvanica è una classificazione dei metalli e delle loro leghe, basata sul potenziale elettrochimico in un determinato ambiente, in genere acqua di mare. Viene utilizzata per prevedere il comportamento dei metalli quando vengono messi in contatto elettrico tra loro in presenza di un elettrolita (acqua salata caricata elettricamente).

In pratica, i metalli più anodici “attivi” tendono a corrodersi per proteggere quelli più catodici “nobili”.

Quindi, un elemento più sarà in basso nella scala galvanica rispetto ad un altro più cederà con facilità elettroni.

Di seguito troverai i più diffusi esempi di anodi usati nella nautica.

  • Magnesio (molto anodico)
  • Zinco
  • Alluminio (sacrificabile)

Va notato che: La posizione esatta all’interno della scala può variare leggermente in base alla temperatura, salinità e ossigenazione dell’ambiente marino.

Come si interpreta la scala galvanica?

Se la differenza di potenziale tra i due metalli mettendoli a contatto risulta ≥ 0,15 – 0,25 V esiste un rischio elevato di corrosione galvanica, al di sotto del quale, non si corrono rischi gravi.

Come si previene la corrosione tra due metalli?

Le tecniche più comuni sono:

  • Usare metalli vicini nella scala galvanica.
  • Proteggere il più possibile l’area di materiale nobile da un anodo attraverso anodi sacrificali di grandi di mensioni o in numeroin modo da minimizzare l’area superficiale del catodo rispetto a quella dell’anodo.
  • Se non è possibile applicare anodi, isolare elettricamente i metalli dissimili con guarnizioni, boccole o rivestimenti, in modo da non chiudere il circuito e far partire la corrosione elettrolitica.

Applicazioni pratiche

• Accoppiare un elica in bronzo con acciaio inox come l’asse, può generare corrosione sul bronzo se in contatto diretto ed in presenza di acqua marina, proprio per questo motivo lo zinco viene applicato sul terminale dell’elica, in modo da sacrificardi lui a discapito del bronzo.
• Il corretto dimensionamento degli anodi sacrificali è basato proprio sulla posizione nella scala galvanica rispetto al materiale dello scafo o dei componenti immersi.

Velocità di corrosione: valutazione quantitativa

La velocità di corrosione (Corrosion Rate, CR) è un parametro fondamentale per determinare la durata residua di una struttura. Si misura in mm/anno e si calcola con la seguente formula:

CR = (K × W) / (D × A × T)

Dove:
• K = costante (dipende dalle unità utilizzate)
• W = perdita di peso (massa iniziale – massa finale)
• D = densità del metallo
• A = area superficiale esposta
• T = tempo di esposizione

Fattori ambientali (umidità, salinità, temperatura), tipo di metallo, geometria e stato della superficie influenzano profondamente la CR.

Tipologie di corrosione in ambito nautico

Corrosione Galvanica

Si verifica quando due metalli diversi sono a contatto in presenza di un elettrolita. come descritto nel paragrafo dedicato, il metallo meno nobile (anodo) si corrode a favore di quello più nobile (catodo), secondo la differenza di potenziale sulla scala galvanica. Questo tipo di corrosione è comune su scafi in acciaio zincato, alluminio, impianti misti acciaio/alluminio e saldature improprie.

Prevenzione:
• Impiego di anodi sacrificali (Zn, Mg, Al)
• Protezione catodica a corrente indotta (ICCP System), sistema descritto nell’immagine sotto.
• Isolamento elettrico tra metalli differenti
• Scelta accurata dei materiali secondo la scala galvanica

Corrosione per Pitting

Il Pitting è una particolare tipologia di corrosione, si manifesta in maniera localizzata e rappresenta una delle più infide e pericolose modalità, in quanto, genera micro-cavità profonde (pit). Si innesca quando il film protettivo è compromesso e l’ambiente è favorevole (presenza di cloruri, umidità stagnante o poco ricircolo di ossigeno). Tra i materiali più soggetti a questa tipologia trovoiamo l’acciaio inox e l’alluminio che ne sono particolarmente sensibili.

La principale problematica rappresenta nella riduzione progressiva dello spessore e la generazione di aree di stress e di sforzo che possono compromettere l’area e generare delle aree di debolezza.

Prevenzione:
• Applicazione di rivestimenti anticorrosivi vernici con particolato anodico all’interno.
• Pulizia frequente delle superfici.
• Controllo di umidità e salinità.
• Protezione anodica.

Corrosione da deposito o “Poultice Corrosion”

È causata dall’accumulo di polveri, sabbia, sali e materiali igroscopici che trattengono umidità sulla superficie metallica, innescando reazioni ossidative. Riguarda in particolare l’alluminio e le sue leghe.

Prevenzione:
• Evitare accumuli di detriti
• Copertura delle strutture quando non in uso
• Pulizia e asciugatura frequenti

Corrosione Interna da ristagno di liquidi

Un pericolo silenzioso: anche se una struttura è ben protetta esternamente, ristagni di acqua o liquidi corrosivi all’interno possono generare corrosione interna, inaccessibile all’occhio umano. Nelle sale macchine, ad esempio, condensa e residui di carburante o olio possono innescare processi corrosivi gravi.

Prevenzione:
• Ventilazione e drenaggio costanti
• Ispezioni periodiche con tecniche non distruttive (VT, UT, MT)
• Rivestimenti interni e trattamenti di passivazione

Corrosione interstiziale o da mancanza di ossigeno

La corrosione interstiziale è una forma localizzata di corrosione che si sviluppa in aree ristrette e poco aerate (interstizi), dove l’accesso dell’ossigeno è limitato.

Questi interstizi possono essere fessure strette presenti tra due materiali, sotto guarnizioni, guaine, rivetti, saldature imperfette o incrostazioni.
In queste zone, l’ambiente chimico cambia rapidamente: si verifica un accumulo di ioni cloruro e una
diminuzione del pH, che interrompono il film passivante degli acciai inossidabili, rendendoli vulnerabili alla corrosione.
Cause principali:

  • Presenza di sali disciolti (es. cloruri) in acqua di mare.
  • Fessure strette dove il ricambio dell’acqua è assente o minimo.
  • Differenza di aerazione tra l’interno della fessura e l’esterno.

Materiali suscettibili:

  • Acciaio inox austenitico (es. AISI 304, 316), specialmente in ambienti marini.
  • Leghe leggere se mal protette o montate in modo non corretto.

Prevenzione:

  • Evitare l’uso di accoppiamenti che creano fessure stagnanti.
  • Sigillare accuratamente guarnizioni e giunzioni.
  • Utilizzare materiali resistenti alla corrosione localizzata (es. acciai super-austenitici o leghe al titanio).
  • Applicare rivestimenti protettivi efficaci, es. vernici apposite.
  • Creare metodi che consentano il corretto drenaggio e/o asciugatura.

La corrosione interstiziale è spesso difficile da rilevare visivamente e può compromettere in modo grave
l’integrità strutturale dei componenti, per cui richiedere ispezioni periodiche mirate attraverso metodologie non distruttive durante le manutenzioni periodiche come l’utilizzo di liquidi penetranti, spessimetria e controlli visivi possono essere una soluzione utile per prevenire problematiche di questa tipologia.

Se necessiti di un tecnico NDT preparato e sul pezzo chiamaci senza esitare , siamo qui per te!

Tecniche di protezione dalla corrosione

Come gia analizzato in precedenza la protezione catodica è la principale arma di difesa contro la corrosione ma esistono anche altre tecniche:

Anodi sacrificali:

Metalli con potenziale elettrochimico più basso (Zn, Mg, Al) vengono installati e “sacrificati” al posto della struttura. Necessitano di sostituzione periodica solitamente 1 volta all’anno, ma in ambienti marini molto ricchi di cloro e sali dove è molto presente la vegetazione la sostituzione può essere richiesta anche ad inizio e fine stagione estiva.

Corrente indotta:

Sistema attivo in cui una corrente continua è applicata per polarizzare la superficie metallica verso il potenziale catodico. Usata in impianti industriali, serbatoi e navi commerciali. Questa tecnica generando delle correnti proprie umpedisce che le correnti parassite attecchiscano sul metallo riducendo notevolmente l’influenza del processo.

Disconnessione dal circuito AC di banchina:

Ebbene si, la corrente in banchina è il principale nemico della tua barca, poichè essendo un circuito elettromagnetico genera un campo elettromagnetico nell’acqua, ed essendo in prossimità di altrettante imbarcazioni connesse alla correte AC, la tua imbarcazioni se non disconnessa dal circuito di banchina e se non protetta adeguatamente potrebbe diventare l’anodo delle barche circostanti, in quanto, essendo tutte all’interno dello stesso liquido se si è attaccati in banchina, questo chiude il circuito anche se non in diretto contatto e avviando l’elettrolisi.

Quindi, stai attaccato in banchina solo il tempo necessario per ricaricarti le batterie o per fare operazioni di bordo, altrimenti velocizzi il deterioramento dei tuoi anodi e poi l’anodo diventi tu!

Rivestimenti protettivi

Altro metodo di protezione è l’applicazione di vernici protettive sulla superficie da proteggere:

• Zincatura a caldo: immersione in bagno di zinco fuso
• Elettroplaccatura: deposito elettrolitico di nickel, cromo, stagno
• Placcatura meccanica o chimica (Electroless): adatta per geometrie complesse
• Verniciatura e powder coating: isolamento del metallo dall’ambiente

Caso US Navy

Una scelta particolare per difendere le navi dalla corrosione è la scelta delle navi americane militari, in particolare alcune unità della US Navy, di non applicare periodicamente vernici protettive in aree specifiche dello scafo e di affidarsi alla formazione di uno strato di ossido (ruggine superficiale) che viene poi rimossa ciclicamente e meccaniamente, questa è una strategia deliberata, ma va compresa nel contesto di operazioni militari, manutenzione intensiva e controllo dei costi ciclo-vita.

quali sono i vantaggi? e gli svantaggi?

Semplicità logistica e manutentiva

  • Eliminare le vernici significa evitare i problemi legati alla loro applicazione, manutenzione, rilascio di VOC (composti organici volatili) e smaltimento. Il trattamento può essere standardizzato: sabbiatura o idrogetto ad alta pressione annuale, seguito da ispezione e ripristino.
  • Controllo diretto dello stato del metallo, l’assenza di rivestimenti rende più facile rilevare cricche, corrosione sottostante o altri difetti.
  • Nessuna vernice significa nessun rischio di blistering.
  • Gestione della corrosione più predittiva, la corrosione viene “accolta” entro certi limiti e poi rimossa prima che diventi strutturalmente critica.
  • Riduzione del peso e complessità, specialmente su strutture come le sovrastrutture delle navi stealth (classe Zumwalt), ridurre vernici e primer consente di alleggerire e minimizzare la visibilità radar.

Svantaggi e rischi

  • Corrosione più veloce senza barriera protettiva, senza primer o vernici, il metallo è esposto e reagisce immediatamente con l’ambiente marino, portando a formazione rapida di ruggine.
  • Richiede manutenzione frequente e pianificata, l’efficacia di questa strategia dipende da un ciclo di manutenzione rigorosamente rispettato. Se trascurato, porta a perdite di spessore e danni critici.
  • Impatto ambientale, la rimozione ciclica dell’ossido richiede acqua ad alta pressione o sabbiatura, con rischio di contaminazione marina e produzione di fanghi metallici da gestire.
  • Non è adatta a tutte le tipologie di nave, per yacht, navi da carico, traghetti o imbarcazioni commerciali che non sono soggetti a cicli di manutenzione così serrati, sarebbe impraticabile o troppo rischiosa.

Inibitori chimici

Agenti chimici in grado di adsorbirsi sulla superficie metallica e interrompere le reazioni di ossidazione. Utilizzati in circuiti chiusi e in ambienti ad alta corrosività.

Caso studio reale: corrosione galvanica su struttura saldata

Durante un’ispezione tecnica in un magazzino del Sud Italia, è stata analizzata una rampa di carico visibilmente corrosa. Inizialmente si è ipotizzata una struttura mista acciaio/alluminio, a causa della colorazione argentata e della presenza di corrosione bianca (presunta poultice). Tuttavia, un semplice test con calamita ha rivelato che la barra era in acciaio zincato.

Un’analisi più approfondita ha mostrato che la saldatura aveva causato la vaporizzazione dello strato di zinco (temperatura di ebollizione 907 °C), generando una discontinuità galvanica tra acciaio nudo e acciaio zincato. Il risultato è stato l’innesco di una corrosione galvanica localizzata, particolarmente evidente attorno alla zona saldata.

Nel tempo, si è osservata la perdita di materiale e l’apparizione di crepe nella zona soggetta a carico.

La struttura non era più sicura per l’uso operativo.

La corrosione come causa di cedimenti strutturali

Una struttura corrosa:
• Perde resistenza meccanica
• Diminuisce la resilienza alla fatica
• Sviluppa cricche e fratture
• Può collassare sotto carico improvviso

Nel caso della rampa, un carico operativo (come un camion) avrebbe potuto provocare un cedimento strutturale potenzialmente pericoloso.

Tecniche di ispezione e manutenzione

Le ispezioni periodiche, anche con tecniche non distruttive (NDT), sono fondamentali per monitorare l’integrità strutturale delle imbarcazioni e prevenire fenomeni corrosivi non visibili a occhio nudo.

Tecniche di controllo standard

• VT (Visual Testing): ispezione visiva diretta delle superfici, saldature, cricche, ossidazioni
• UT (Ultrasuoni): metodo volumetrico per la misurazione dello spessore residuo del metallo
• PT/MT (Penetrant Testing / Magnetic Testing): rilevamento di discontinuità superficiali
• Controllo spessore rivestimenti protettivi con strumenti a correnti parassite o induzione magnetica

tutte queste tecniche sono utilizzate dal ns studio e i ns operatori sono tutti certificati secondo la norma ISO 9712, chiamaci.

Come si verifica l’efficacia della protezione catodica? attraverso l’utilizzo della sonda Ag/AgCl

Un metodo altamente specialistico per la valutazione dell’efficacia della protezione catodica su scafi in acciaio o alluminio marino è l’utilizzo di una sonda di riferimento Argento/Cloruro d’Argento (Ag/AgCl).

Come funziona:

La sonda Ag/AgCl misura il potenziale elettrico della superficie metallica immersa confrontandolo con un elettrodo di riferimento stabile. Questa misura consente di determinare se la protezione catodica (sia a corrente indotta che a anodi sacrificali) sta funzionando correttamente.

Intervallo di riferimento (in acqua di mare):
• Acciaio ben protetto: potenziale ≤ –850 mV rispetto alla sonda Ag/AgCl
• Alluminio ben protetto: potenziale compreso tra –950 mV e –1050 mV
• Potenziale troppo negativo: rischio di sovraprotezione e idrogeno che induce cricche (soprattutto per l’alluminio)
• Potenziale troppo positivo: rischio di corrosione attiva in corso

come si usa:
• La sonda viene immersa in acqua vicino alla superficie metallica
• Il multimetro (o datalogger) registra la tensione tra il metallo e l’elettrodo
• Le letture vengono confrontate con le soglie ottimali di protezione
• Può essere usata anche durante le immersioni subacquee per controlli in loco

Vantaggi:
• Metodo non distruttivo
• Utilizzabile in mare, in darsena o in bacino di carenaggio
• Essenziale per la validazione dei sistemi di protezione catodica su navi, yacht, piattaforme offshore e serbatoi sommersi

Conclusioni: prevenzione e cultura tecnica

La corrosione è un fenomeno naturale ma prevedibile. Richiede competenza, osservazione, manutenzione preventiva e una profonda conoscenza dei materiali.

Le barche moderne integrano acciai speciali, leghe leggere e tecnologie avanzate di saldatura. Ma senza una corretta protezione e manutenzione anche il metallo più nobile potrebbe intaccarsi con il tempo.

Di seguito potresti trovare un esempio utile in vesione checklist che potrebbe aiutarti a schematizzare i compiti nel tempo.

Checklist tecnica corrosione:
• Controllo compatibilità galvanica
• Ispezione zone nascoste e cavità e rimozione acqua o depositi
• Pulizia regolare da polveri e sali principalmente in aree di accumulo
• Sostituzione anodi sacrificali possibilmente almeno prima del ritorno del caldo
• Verifica saldature critiche, attraverso un tecnico NDT.
• Verifica del corretto spessore protettivo, attraverso un tecnico NDT.

Differenza LY3/LY4: com è cambiato il regolamento sotto bandiera del Regno Unito per Large yacht

Differenza LY3/LY4: com è cambiato il regolamento sotto bandiera del Regno Unito per Large yacht

Differenza LY3/LY4

E’ dal 2024 che è stato emesso il nuovo codice in riferimento alle nuove costruzioni categoria Large yacht del regno unito (Commonwelth), di seguito cercheremo di esaminare le principali differenze tra LY3 del 2012 ed il LY4 di recente uscita del Red Ensign Code.

Prologo

Negli ultimi anni il settore dello yachting ha vissuto una profonda evoluzione, trainata non solo dall’innovazione tecnologica, ma anche dall’aggiornamento delle normative internazionali. Il passaggio dal Red Ensign Code LY3 al nuovo LY4, pubblicato nel 2024, è un chiaro esempio di come le esigenze di sicurezza, sostenibilità e gestione moderna abbiano richiesto un salto di qualità anche nelle regole.

In questo articolo analizziamo nel dettaglio le differenze principali tra LY3 e LY4, sia procedurali che sostanziali, per aiutare armatori, cantieri, comandanti e periti a orientarsi nel nuovo quadro normativo.

Che cos’è il Large Yacht Code e qual’è la differenza LY3/LY4?

Partiamo larghi per l’appunto, il Large Yacht Code, spesso abbreviato in LY, è un insieme di norme tecniche emesse dal Red Ensign Group che regolano la costruzione e la gestione degli yacht commerciali e privati oltre i 24 metri di lunghezza.

La versione LY3 è entrata in vigore dal 2012 ed è rimasta riferimento standard per oltre un decennio. Tuttavia, con l’evoluzione dei materiali, dei sistemi digitali e delle aspettative in termini di sicurezza ambientale, è stato necessario aggiornare il codice. Così, nel 2024, è stato emanato il LY4, che rappresenta la più recente e coerente evoluzione del Red Ensign Code.

Differenze procedurali LY3/LY4: come cambia la gestione della conformità

Certificazione e documentazione

LY3: la certificazione seguiva criteri standard ma lasciava ampi margini interpretativi sui documenti da tenere a bordo.

LY4: introduce una standardizzazione della documentazione, con formati più precisi e procedure di verifica più rigorose, anche digitalizzate. Ogni yacht deve tenere a bordo:

  • Manuale di sicurezza aggiornato
  • Piano di emergenza validato
  • Registro digitale di manutenzione e test periodici

Ruolo dell’Amministrazione e degli R.O.

LY4 prevede un ruolo più attivo dell’autorità di bandiera, con audit a campione, ispezioni più frequenti e coordinamento centralizzato dei R.O. (Recognised Organisations) come RINA, Lloyd’s Register, DNV.

Sistema di gestione della sicurezza (SMS)

LY3: richiesto ma spesso modellato sul modello ISM Light.

LY4: impone un sistema SMS più dettagliato anche su yacht privati, con modelli precompilati e standardizzati, soprattutto se il personale supera un certo numero o la barca utilizza sistemi complessi (es. propulsione ibrida).

Di seguito una tabella che cerca di schematizzare le differenze principali tra i due regolamenti.

Checklist Comparativa LY3 vs LY4
CategoriaLY3 (MSC.1/Circ.1295/Rev.1)LY4 (Red Ensign Group Yacht Code Part A)
Ente emanatoreIMO / Maritime and Coastguard Agency (MCA)Red Ensign Group (REG)
Anno di pubblicazione2012 (Rev.1)2019 (prima ed.), 2021 (aggiornamento)
Ambito di applicazioneYacht commerciali >24 m e <500 GTYacht commerciali e privati ≥24 m e/o ≥500 GT
Struttura normativaCodice unicoDiviso in 2 parti: Part A (commerciali) e B (privati)
Classificazione obbligatoriaSì, tramite società di classe (es. RINA)Sì, idem, ma con requisiti aggiornati
Sicurezza antincendioBasata su SOLAS, ma adattata ai piccoli yachtMaggiore dettaglio, nuovi requisiti per impianti a gas e fire doors
Stabilità e compartimentazioneStandard minimi definitiRafforzati per yacht con scafo in alluminio/compositi
Impianti elettriciDerivati da SOLAS, meno specificiPiù rigidi e specifici, con attenzione a batterie e sistemi ibridi
Equipaggio e alloggiMinimi requisiti per spazi e comfortRequisiti più moderni, attenzione all’ergonomia e privacy
Salvagente e mezzi di salvataggioStandard SOLAS ridotti per yachtAderenza maggiore a LSA Code, mezzi adatti a scafi plananti
Protezione ambientaleCenni al MARPOL, meno prescrittivoPiù enfasi su trattamento acque nere e scarichi
Ispezioni e surveyAnnuale + quinquennaleIdem, ma con audit documentale e digitalizzazione
Compliance e deroghePossibili su richiesta motivataProcesso di “equivalency” più trasparente e tracciabile
Registro bandieraUK, Isole Cayman, Isle of Man, etc.Solo registri del Red Ensign Group
Compatibilità con MLC 2006Parziale (LY3 nasce prima di MLC)Totale (LY4 integra direttamente MLC)

LY4 è nata per modernizzare e sostituire LY3, mantenendo però una continuità logica e tecnica, è particolarmente rilevante per yacht di nuova costruzione o in fase di refit con cambio bandiera, data la complessità per questo si consiglia di essere supportati da uno studio peritale come noi o gli altri, per questo contataci.

Gli ispettori e surveyor devono avere conoscenza approfondita di entrambi i codici per operare con yacht costruiti in epoche diverse, in quanto concepiti per seguire determinate regole.

Differenze sostanziali: cosa cambia davvero a bordo

Impianti antincendio

LY4 ha introdotto nuove categorie di rischio per i locali macchina e i compartimenti batterie.

È obbligatorio installare:

  • Sistemi di rilevazione più sensibili con interfacce integrate;
  • Isolamento compartimentale aumentato in base alla potenza installata;
  • Sistemi a schiuma obbligatori in engine room oltre 500kW complessivi;

Propulsione alternativa e batterie al litio

LY3 non prevedeva normative specifiche per impianti elettrici/ibridi.

LY4 invece dedica un intero capitolo ai sistemi di propulsione elettrica, batterie al litio, sistemi di gestione termica, compreso:

  • Sistema automatico di spegnimento e raffreddamento batterie
  • Isolamento da ambienti umidi e ventilazione forzata
  • Procedure di emergenza in caso di surriscaldamento

Cybersecurity

Completamente assente in LY3.

In LY4, per tutti gli yacht con sistemi integrati (ECS, domotica, sistemi radar o connessioni cloud) è obbligatorio:

  • Un piano di gestione del rischio informatico
  • Un sistema di backup locale delle configurazioni essenziali
  • Corsi di formazione per l’equipaggio

Requisiti ambientali

LY4 recepisce gran parte delle direttive IMO aggiornate su emissioni, scarichi e rifiuti.

  • Introduzione dell’obbligo di sistema di trattamento acque grigie/neri integrato
  • Obbligo di monitoraggio consumi carburante (fuel metering)
  • Registro digitale dei rifiuti a bordo
  • Incentivi alla certificazione ambientale volontaria (es. Green Passport, ISO 14001)

Layout e sicurezza per l’equipaggio

Ridisegnata la normativa su:

  • Accesso sicuro in zone tecniche
  • Vie di fuga, soprattutto in presenza di tender garage
  • Ergonomia delle postazioni di lavoro
  • LY4 impone anche criteri minimi per spazio vitale, illuminazione e ventilazione per l’equipaggio.

Altre modifiche importanti

Aspetto LY3/LY4:

  • Training antincendio (Drill periodici) obbligatorio anche su yacht privati sopra 500GT
  • Tender e jet-ski Regole generiche Regole dedicate per varo, recupero e stivaggio
  • Carburanti alternativi, Non previsto (Norme su metanolo, idrogeno, LNG in fase embrionale)
  • Stabilità post-danno Approccio semplificato Modelli matematici più dettagliati
  • Controlli periodici attraverso Ispezioni annuali di base e verifiche intermedie con ispezioni da remoto

Attenzione alla transizione

Tutti gli yacht già in conformità LY3 non sono obbligati ad aggiornarsi a LY4 fino alla prossima revisione completa o refitting strutturale. Tuttavia, nuove costruzioni o yacht sottoposti a rinnovo certificazione dal 2025 in poi devono essere conformi a LY4.

Molti cantieri hanno già aggiornato i loro standard di costruzione, ma è fondamentale che anche gli armatori e i surveyor siano allineati su queste novità per evitare ritardi, non conformità o addirittura fermo barca.

Conclusioni

Il passaggio da LY3 a LY4 rappresenta molto più che un aggiornamento normativo. È una vera e propria modernizzazione che tocca:

  • la gestione digitale della sicurezza
  • l’uso di tecnologie sostenibili
  • la protezione dell’equipaggio
  • la cyber-protezione e le ispezioni intelligenti

Come perito nautico o professionista del settore, conoscere queste differenze non è solo una questione di conformità. È un segno di competenza, visione e capacità di accompagnare gli armatori verso una navigazione più sicura, efficiente e rispettosa delle norme internazionali.

5 motivi per fare un ispezione sulla tua barca

5 Segnali che la Tua Barca Ha Bisogno di un’Ispezione Subito da parte di un Perito Nautico (E Come Riconoscerli)

5 Segnali che la Tua Barca Ha Bisogno di un’Ispezione Subito da parte di un Perito Nautico (E Come Riconoscerli)

5 motivi per fare un ispezione sulla tua barca

Introduzione

Quali sono i 5 Segnali che la Tua Barca ha Bisogno di un’Ispezione Subito? e Come Riconoscerli? in questo articolo svilupperemo una lista pratica che aiuti a riconoscere i primi segnali che indichino la necessità di una perizia o di un controllo tecnico.


Possedere uno yacht o un natante, è un piacere, ma come ogni mezzo, anche la tua imbarcazione ha bisogno di attenzioni. Alcuni segnali possono sembrare innocui, ma ignorarli potrebbe significare dover affrontare problemi ben più gravi (e costosi) in futuro. Se non vuoi trasformare la tua amata imbarcazione in un problema che galleggia, presta attenzione a questi 5 segnali da non sottovalutare.


Crepe, Bolle o Delaminazioni nello Scafo

ispezione crepa nel controstampo da riparare



Lo scafo è il cuore della tua imbarcazione. Se durante le fasi di pulizia carena noti cricche, deformazioni, avvallamenti, bolle lungo la superfice di carena o durante una spagliolata noti internamente cricche o rotture insolite, potresti avere un problema serio tra le mani; concentrati sia internamente che esternamente sulle appendici di carena, come supporti assi, bulbo, timoni ecc.

Questi difetti possono indicare o una possibile via d’acqua o un’indebolimento strutturale.



Cosa fare?

ispezione controstampo con controllo ad ultrasuoni


Affidarsi a un esperto come un perito nautico per un controllo con ultrasuoni o termografia a infrarossi, ti permetterà di verificare l’entità del danno senza intervenire fisicamente e senza arrecare ulteriori danni alla struttura. Meglio un piccolo intervento oggi che una spesa enorme domani!

ispezione termografia


Contattaci



Il Motore suona “strano” (fuma o consuma più del solito)



Se il motore della tua barca emette rumori insoliti, vibra più del normale con fumosità tendenti o al bianco, al nero o al bluastro e/o consuma più carburante del normale senza motivo apparente, sono chiari segnali di allarme che possono coinvolgere il monoblocco, il che potrebbe indicare la natura di un problema meccanico, filtri ostruiti, guarnizioni della testata e gonne consumate, iniettori sporchi o addirittura danni alla trasmissione.



Cosa fare?



Non ignorare questi segnali! Un’ispezione motore con analisi degli oli del monoblocco e dell’invertitore può rivelare eventuali anomalie prima che si trasformino in una problematica onerosa facendoti allungare la vita del tuo motore.

Ma nota che in linea generale:

  • se fuma bianco, entra troppa area nella camera di combustione
  • se fuma nero consuma o troppo carburante o i filtri sono intasati
  • se fuma bianco con sfumature bluastre , stai bruciando olio.

Monitorare e manutenere frequentemente il motore rispettivamente almeno ogni 50 e 100 ore di moto con pulizia degli scambiatori e sostituzione girante, (se ne hai la possibilità applica un raccordo con valvola a sfera sul filtro per la pulizia così da lavare l’impianto regrigerante con regolarità) questi accorgimenti potrebbero allungare la vita del tuo motore.

raccordo per la pulizia del circuito refrigerante


Il Timone e la manovrabilità della barca sono cambiate nel tempo.


Se la barca non risponde ai comandi con la solita prontezza, potresti avere problemi all’elica o all’agghiaccio (sistema di governo). Le cause possono variare: l’elica si è danneggiata a causa di un impatto con un detrito galleggiante, ha cavitato o si è irrimediabilmente dezinchificata a causa della corrosione o della cavitazione, bielle di serraggio dell’agghiaccio o frenelli lenti possono compromettere la prontezza del timone.



Cosa fare?



A barca in secca, valutare il gioco della boccola del timone in senso verticale , trasversale e longitudinale, e per quanto possibile verificare l’integrità del sistema di governo, tesando i frenelli o verificando che il circuito oliodinamico non perda.

Impianto Elettrico cavi in corto o Batterie che si Scaricano Troppo Velocemente



Un impianto elettrico difettoso è uno dei problemi più comuni sulle barche, in quanto l’umidità e l’ossidazione da essa causata è un nemico difficile da sconfiggere ed è possibile che l’umidità mandi in corto i cablaggi o li isoli. Se invece le batterie si scaricano in tempi record, qualcosa non sta funzionando come dovrebbe ed andranno verificati in primis il sistema caricabatterie ed alternatore e poi sostituirte le batterie.


Cosa fare?


Un’ispezione con strumenti diagnostici avanzati e termografia può individuare surriscaldamenti, cortocircuiti o dispersioni elettriche prima che diventino un problema più serio.



Conclusione: Non Aspettare il Disastro, Fai Controllare la Tua Barca!



Se hai notato uno (o più) di questi segnali, non perdere tempo, chiamaci o scrivici anche direttamente dal sito, una perizia preventiva può salvarti da costi esorbitanti e, soprattutto, garantirti sicurezza in mare.

Un controllo professionale con tecnologie avanzate come eseguito dalla MDSsurvey.com parte del gruppo Consultco INC. può fare la differenza tra una manutenzione preventiva e una costosa emergenza.

Vuoi essere sicuro che la tua barca sia in perfetta forma? Contattaci per una perizia professionale e naviga senza pensieri!

Buon vento e… attento ai segnali!

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sinistro marittimo cosa fare?

Valutazione di un sinistro marittimo, danni e cosa fare, come ripararlo?

Valutazione di un Sinistro Marittimo: Danni, Cosa Fare? Come Ripararlo?

“Le barche possono essere divise in due categorie: quelle che hanno toccato e quelle che ancora non hanno toccato.”

sinistro marittimo



Chiunque abbia una barca sa che il mare può essere tanto affascinante quanto imprevedibile. Una emergenza improvvisa e la sua gestione può determinare ed influenzare le conseguenze di un sinistro marittimo.

Un sinistro non è mai una situazione piacevole, ma sapere come affrontarlo può fare la differenza tra una conseguenza limitata ed una serie di problemi senza fine. Vediamo insieme quali sono i passi fondamentali per valutare i danni, intervenire correttamente e riportare la tua imbarcazione in perfette condizioni.

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Valutazione Iniziale del Danno: Cosa Controllare Subito.

Dopo un impatto o un contatto con una superficie, sia essa rocciosa o sabbiosa, la prima cosa da fare è mantenere la calma e valutare la situazione. Ecco i punti critici da verificare immediatamente:

danno strutturale
  • Scafo e carena: spagliolare tutta la superfice rimuovibile in cerca di via d’acqua visibili, verificare che la struttura interna non presenti cricche nelle aree di incollaggio o fazzolettate come in prossimità dei perni del bulbo o dei supporti elica, oltre alla ricerca di crepe, delaminazioni o deformazioni.
  • Impianti di bordo: Controllare se ci sono perdite nei circuiti idraulici o acqua a contatto con i cablaggi.
  • Timone e appendici: Verificare il corretto funzionamento del sistema di governo, sperando non si siano danneggiate le losche o gli stessi timoni.
  • Motore e asse dell’elica: Controllare la trasmissione per assicurarsi che non ci siano danni nascosti.

Una valutazione rapida e accurata è fondamentale per capire l’entità del danno e pianificare i prossimi passi.

L’Importanza di una Perizia Professionale

Appurato che non si sta affondando, se lo yacht o il natante non presenta evidenze di rottura, bisogna arrivare al primo porto disponibile per poter visionare l’accaduto a scafo in secca, altrimenti contattare l’autorità portuale.

Dopo una prima ispezione visiva, è il momento di affidarsi ad un esperto per un’analisi approfondita. Utilizzando tecniche di controllo non distruttivo (CND) come ultrasuoni, termografia a infrarossi ed Eddy Current, in modo da poter individuare eventuali danni nascosti che potrebbero sfuggire a un’analisi superficiale.

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Perché affidarsi a un perito nautico?

  • Per determinare l’entità reale del danno, evitando riparazioni parziali e inefficaci.
  • Per ottenere un report dettagliato da presentare all’assicurazione.
  • Per pianificare le riparazioni con la giusta priorità.

Interventi di Riparazione: Come Procedere

A seconda del tipo di danno, le riparazioni possono variare da semplici interventi a lavori complessi che richiedono l’intervento di cantieri specializzati.

Per scafi in vetroresina: attraverso l’utilizzo di resine epossidiche o isoftaliche e rinforzi in fibra di vetro.

  • nel caso di danni strutturali alla carena interni come: scollamento del controstampo, rottura delle fazzolettature o delaminazioni, che richiedono l’utilizzo degli ultrasuoni per individuare correttamente le aree che apparentemente sembrano intatte, quelle riscontrate in maniera negativa andranno ripuliti dai residui di incollaggio e vetroresina e ricostruiti con apposito materiale;
  • per danni strutturali alla carena esterna: attraverso tap test ed ultrasuoni si individuano eventuali delaminazioni e si tratta l’area attraverso la rimozione degli strati coinvolti dalla delaminatione, procedendo dall’interno o dall’esterno in base alla profondità dell’indicazione e ricostruendo l’area attraverso la laminazione manuale o sottovuoto degli strati di vetroresina alternando strati di mat e rowing.

Per scafi in metallo: Saldature e trattamenti anticorrosione.

Per scafi in legno: Sostituzione delle parti danneggiate con nuove essenze lignee.

altre riparazioni rilevanti possono essere:

  • Ripristino dell’impianto elettrico e idraulico, un impianto danneggiato può causare cortocircuiti o perdite d’acqua pericolose. Un’ispezione con strumenti diagnostici avanzati può prevenire ulteriori danni.
  • Verifica e riparazione del sistema di governo e propulsione, dopo un sinistro, è essenziale controllare il timone, l’asse dell’elica e le trasmissioni. Anche un piccolo disallineamento può compromettere la navigazione e portare a danni più gravi nel tempo.

La Gestione dell’Assicurazione: Cosa Devi Sapere dopo un sinistro marittimo?

Se la tua barca è assicurata, dovrai aprire un sinistro il prima possibile. Ecco alcuni consigli per facilitare il processo:

  • Documenta tutto: Scatta foto dettagliate dei danni e raccogli testimonianze se necessario.
  • Richiedi una perizia indipendente: Un esperto può fornirti una valutazione imparziale da confrontare con quella dell’assicurazione.
  • Segui la procedura dell’assicurazione: Ogni compagnia ha un iter specifico per la gestione dei sinistri, quindi informati bene per evitare ritardi nei rimborsi.

Conclusione: Prevenire è Meglio che Curare

Un sinistro marittimo può essere un’esperienza stressante, ma affrontarlo con il giusto approccio ti permetterà di minimizzare i danni e tornare in mare nel più breve tempo possibile.

Vuoi evitare brutte sorprese? Affidati a controlli preventivi periodici, perizie specializzate e interventi di manutenzione programmata.

Se hai bisogno di una valutazione professionale della tua imbarcazione, contattaci! Navigare sicuri è sempre la scelta migliore.

se vuoi conoscere i ns costi vai qui!

Buon vento e… attenzione agli scogli!

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quanto perde di valore una barca negli anni?

Quanto perde di valore una barca negli anni?

Quanto perde di valore una barca negli anni?

quanto perde di valore una barca negli anni?

In questo articolo andremo a parlare di quanto una barca si svaluta negli anni.

Il valore di un’imbarcazione può avere più fattori, come la tipologia dei materiali con cui è prodotta l’imbarcazione come: ferro, alluminio, carbonio, vetroresina e ferro cemento.

Poiché ogni tipologia di materiale ha un suo costo produttivo e di lavorazione questo farà variare il costo finale di un imbarcazione, il che consente ad una barca costruita in vetroresina che presenta una filiera produttiva più snella rispetto ad altri materiali di avere dei prezzi più competitivi rispetto a un’imbarcazione in acciaio o in alluminio, inoltre, un’ulteriore fattore può alterare il valore in maniera rilevante è per esempio nel caso della vetroresina la modalità con cui questo materiale composito viene prodotto, ossia:

  • se viene laminato a mano,
  • se viene infuso sottovuoto,
  • se viene prodotto attraverso resine epossidiche o isoftaliche,
  • oltre che la tipologia di struttura/ossature interna/e ossia la presenza di un ragno strutturale o la presenza di di madieri e longheroni laminati a guscio sullo scafo.

Anche gli optional installati a bordo hanno un ruolo importante nel far variare un prezzo di partenza come per esempio un albero in carbonio rispetto ad uno in alluminio, il pozzetto fatto in un design ricercato, la doppia timoneria, il fly, la tipologia di motori e trasmissioni oltre che il Brand stesso che rappresenta esso stesso una fonte di valorizzazione.

Tutti questi fattori daranno quindi un valore finito all’imbarcazione uscita dal cantiere E soprattutto il valore di mercato le permette di rimanere o di crollare dalla propria fascia di prezzo quindi cosè che influenza il valore di un’imbarcazione?

Quindi quanto perde di valore una barca in condizioni ideali?

Per rientrare all’interno di un range reale, consideriamo una imbarcazione da 1milione di euro nuova e non supereremo gli 8 anni di età, in quanto, oltre questa data i fattori che potrebbero incidere e i mutamenti del mercato come accaduto in passato più volte potrebbero variarne il valore in modo negativo o in positivo, pertanto ci literemo ad analizzare quelli che potrebbero essere i fattori che influenzano il prezzo all’interno degli otto anni.

In questo caso ideale dove la barca rimane pressoché nelle medesime condizioni, il deprezzamento che influenza il valore è esclusivamente dovuto al valore principale che ne influenza il prezzo, ossia l’invecchiamento.

Questo decorre apriori da quello che è stato il comportamento dell’armatore, il quale influenzerà in maniera esponenzialmente rilevante con il passare degli anni e che in media inizia ad avere un peso rilevante tra i 5 e gli 8 anni dove successivamente agli otto anni la cura con cui la barca è stata tenuta ne influenza nettamente anche il prezzo.

In linea generale, un’imbarcazione subisce un influenza dovuta all’invecchiamento come segue:

La normale svalutazione di un’imbarcazione da diporto è compresa tra il 15% ed il 20% per il primo anno, e tra il 10% ed il 15% annuo per gli anni successivi, in base al brand ed alle caratteristiche di commerciabilità del bene e considerate le attuali condizioni del mercato, si ipotizza una svalutazione del 20% per il primo anno e del 10-15% per gli anni successivi.

Nel caso di un imbarcazione da 1.000.000,00€ avremo il seguente deprezzamento ipotetico:

  • 2 anni: 850.000,00
  • 3 anni: 830.000,00
  • 5 anni: 750.000,00
  • 8 anni: 648.000,00

Naturalmente nulla si può esprimere riguardo alle condizioni di mercato che si avranno tra 8 anni.

Quanto perde di valore una barca usata?

Nel caso di una barca usata il valore non può prescindere da una valutazione del perito che al deprezzamento standard sopra menzionato, andrà applicata quella che è la valutazione del perito a seguito della perizia attraverso cui trarrà le sue conclusioni identificando uno valore, o voto.

Questa valutazione verrà redatta dal perito attraverso il suo report che descriverà la barca e mostrerà le indicazioni e le caratteristiche della stessa assegnando un voto all’imbarcazione.

Questo voto che va generalmente da 0 a 100 (una buona barca è sopra i 95) ne determinerà il valore in fase successiva.

Questa valutazione, logicamente, non considera quelle che sono difetti di natura prettamente estetica di lieve entità o manutentiva generica, ma si concentra perlopiù su indicazioni di natura rilevante come possono essere danni strutturali danni al motore o ai motori, danni ad apparecchiature di bordo vitali per la manovrabilità della barca o condizioni di uno stato rilevante di trascuratezza che ne impediscono la visione completa dello scafo, come può essere:

Sentine estremamente sporche e piene di detriti o danni estetici che necessitano di riparazioni e pertanto si ritengono rilevanti.

Queste e le altre considerazioni rilevate dal perito di riferimento durante la perizia, affiancheranno il valore di mercato ed attraverso il voto che il perito darà all’imbarcazione, permetterà di calcolare un’ipotetica svalutazione della barca, che in soldoni dovrebbe essere calcolata in questo modo:

Se hai una barca da 500 000€ alla veneranda età di 15 anni e si presenta con una votazione di 90, il che la si pone all’interno di una zona di accettabilità, nel senso che la barca sta in discrete condizioni e manifesta qualche problematica rilevante.

Questo porterà a un’ulteriore svalutazione della barca che se inizialmente la sua valutazione di mercato era 500k, è molto probabile che questa andrà svalutata di un ulteriore valore economico che potrebbe attestarsi in questo caso esplicativo intorno al 10%.

Ad ogni modo, è più comunemente accettato che le parti concordino ad un abbassamento del prezzo in base alla tipologia di manutenzione che andrà effettuata, considerando la spesa per il ripristino dell’imbarcazione a quelle che potevano essere le condizioni il più possibile vicine all’originale.

Quindi, tornando all’esempio, se noi abbiamo questa fantomatica barca da 500k euro che però ha 25000€ di lavori da fare, chiaramente il prezzo da rimuovere da quella che è la valutazione sarà circa corrispondente ai 25000€ per riportare l’imbarcazione ad uno stato ottimale.

Questo scenario in ogni caso fa parte di una trattativa che non siamo qui ad eviscerare, poiché né abbiamo già parlato in un articolo come quello di come organizzare una perizia dove in seguito alla stipula di un prezzo di vendita si richiede la visione della medesima barca in trattativa da un perito esperto come noi per identificare eventuali indicazioni, che nel caso in cui si tratti di difetti rilevanti, questi potranno essere utilizzati per per la restituzione della caparra.

In ogni caso, solo a seguito di una perizia si potrà stabilire quelli che sono i margini reali di prezzo da un prezzo di mercato a un prezzo effettivo di vendita.

Conclusione

Chiaramente, un discorso simile lo si potrà fare sia su un’imbarcazione di 15 anni che su un sono imbarcazioni di due, dove, se questa dopo due anni ha subito essendo fuori garanzia un danno rilevante tale per cui il suo punteggio non è alto, questo può incidere notevolmente sul prezzo.

Va premesso che il perito non è tenuto a dare una valutazione economica dello scafo, è possibile richiederla a seguito della perizia ma questa non può essere mai effettuata come valutazione esclusiva, quindi la valutazione economica è solo ed esclusivamente collegata ad una perizia standard, inoltre va specificato che la valutazione economica può essere utilizzata non per una trattativa ma esclusivamente ai fini assicurativi, in quanto il prezzo di vendita è dato esclusivamente tra acquirenti e comparatori.

Quindi cosa aspetti!!! Contattaci

come organizzare una perizia nautica?

Come Organizzare una Perizia Nautica?Semplicissimo

Come organizzare una perizia nautica?

come organizzare una perizia nautica?

Uno dei dubbi principali che possono arrivare dopo aver visto la barca di cui siamo interessati è come faccio a fare una perizia nautica? Poiché, come saprai benissimo, un occhio esperto, soprattutto se si parla di un manufatto artigianale, è per così dire obbligatorio, così da avere un’idea chiara e cosciente di cosa si sta acquistando.

Quindi, In base a dove si trova la barca, si cerca di individuare un eventuale cantiere nei pressi, possibilmente procedendo con una piccola ricerca di mercato per individuare il cantiere che offre le condizioni migliori, concordandoti con il venditore, il quale potrebbe esso stesso proporti alcune soluzioni, da lui conosciute, che offrano la possibilità di alarla.

Uno primo step da dover considerare è quello di organizzare la perizia con un perito esperto, quindi dopo aver individuato il perito nautico di riferimento, possibilmente noi , bisognerà organizzare il tutto con le varie parti in gioco, poiché, l’organizzazione non può essere coordinata dal perito, dal cantiere o dal meccanico, in quanto anche in questo caso si parla di trattative commerciali che dovranno essere esclusivamente concordate da chi vuole procedere con la perizia.

Ok, ho organizzato con il perito e mo?

Nel momento in cui abbiamo ricevuto tutte le conferme del caso, in termini di disponibilità del perito, bisogna capire se la barca è in secca o se si trova in acqua e quindi dove alarla, in quanto, per poter effettuare una perizia completa, che permetta di individuare tutti i possibili difetti, c’è la necessità di vedere lo scafo fuori dall’acqua e quindi trovare un accordo con un cantiere che abbia lo spazio disponibile per un determinato periodo di tempo in modo tale da poter procedere con la perizia.

Ma per quale motivo c’è bisogno di organizzare con la barca fuori dall’acqua?

La necessità di visionare la barca fuori dall’acqua è dovuta al fatto che lo scafo può manifestare difetti strutturali da dover testare a barca alata, come per esempio:

  • il tap test,
  • il test del igrometro
  • l’ispezione visiva,

Nello specifico, per dover effettuare un test igrometrico è necessario che la barca sia asciutta, il che implica il dover aspettare che l’antivegetativa si asciughi, questa se non vecchia e se non consistente in numerosi strati, potrebbe richiedere orientativamente tre giorni, in quanto se non asciutta correttamente potrebbe generare dei falsi positivi durante il test che impedirebbero l’individuazione di difetti strutturali come un indebolimento degli strati di resina oppure un possibile passaggio di acqua.

Chiaramente trovare il cantiere giusto che dia questa disponibilità non è scontato ed è fondamentale e costituisce il primo step da dover fare in seguito alla conferma del perito.

Che differenza c’è tra organizzare una barca a vela e una barca a motore?

Non esiste una vera e propria differenza nell’organizzazione di una perizia di una barca a vela o di una barca a motore, l’unica cosa che implica una differenza è la presenza di un meccanico specializzato nella tipologia e marchio di motore da ispezionare, il che implicherebbe l’organizzazione con un terzo professionista che potrebbe rallentare l’organizzazione e posticipare la prova in mare.

devo per forza fare la prova in mare?

Per quanto l’ispezione visiva del motore possa essere indicativa, lo sarà sempre di meno rispetto ad un ispezione in cui il motore è stato provato e visto in funzione, poiché potrà manifestare difetti non visibili alla sola vista.

questo non implica che non si possa fare un seatrial separato esclusivamente con il meccanico, il che però porterebbe ad una crescita inevitabile dei costi.

È necessaria la mia presenza durante l’organizzazione di una perizia?

No , non è necessario che l’acquirente o qualsivoglia altro rappresentante sia presente sul luogo della perizia , va da sé che se è presente qualcuno che conosce la barca, questo possa facilitare la comprensione di alcune indicazioni che possano rivelarsi durante la perizia.

chi paga la perizia nautica?

Chi paga la perizia nautica?


Chi paga la perizia nautica?


Nella nautica ma come in ogni altro settore di valore, la perizia è un passaggio fondamentale prima di procedere all’acquisto di un bene, specialmente se si tratta di un bene di alto valore o di lusso come puo essere un imbarcazione, a maggior ragione se si tratta nello specifico di una compravendita di un imbarcazione usata.

Ma chi si fa carico dei costi della perizia nautica? chi paga?

chi paga la perizia nautica?

Cerchiamo di individuare le figure coinvolte:

  • Acquirente: Nella maggior parte dei casi, è l’acquirente a commissionare e pagare la perizia, principalmente per tutelarsi da un acquisto imprudente, verificando le condizioni effettive della barca prima di concludere l’acquisto.

  • Venditore: il venditore prima di mettere la barca in vendita, può richiedere una perizia preventiva per identificare eventuali peculiarità che hanno affetto la barca. in altri casi stesso il venditore può offrire la perizia come garanzia di trasparenza e buona fede, accellerando la trattativa e rassicurando l’acquirente.

  • Broker: alcuni broker possono richiedere una perizia prima di prendere in carico la barca in esclusiva per non incorrere a problematiche durante la vendita.

  • Gentleman agreement o accordo tra le parti: A volte, acquirente e venditore possono accordarsi per dividere le spese della perizia o incaricare un perito di comune fiducia.

Ingaggiare un Perito Nautico specializzato come la MDSsurvey è fondamentale prima di procedere all’acquisto della barca per poter fare un acquisto consapevole.

perito nautico, ispezione

Cosa fa il perito nautico?

Cosa fa il perito nautico?

perito nautico Marco De Simone durante la perizia

La figura del Perito Nautico è una figura professionale che lavora nell’ambito navale, nella nautica da diporto e può allargarsi in base alle sue competenze professionali anche in altri settori, come quello industriale, diventando una figura trasversale, e si occupa di valutare le condizioni del manufatto che si sta ispezionando mostrandone le criticità.

Questa figura essendo un esperto che conosce il settore e le tecniche da utilizzare, nonchè in possesso della strumentazione e del metodo, è un valido aiuto durante l’acquisto o la valutazione dell’imbarcazione ed aiutarvi a valutare al meglio le condizioni della stessa.

Per farla semplice “Il Perito può essere visto come quel vostro amico meccanico che chiamate quando avete bisogno di vedere se la macchina che state acquistando ha qualche problematica che non avete notato” e consentirvi di fare un acquisto più consapevole.

I principali motivi per cui affidarvi ad un perito sono:

  • La conoscenza del setture, la tecnica, la strumentazione ed il metodo.
  • L’imparzialità e l’etica, il perito non deve avere alcun legame ed interesse nella vendita, e deve dare un giudizio oggettivo su cosa si andrà ad ispezionare, non preoccupandosi di creare un danno qualora si compromettesse la vendita.
  • La tutela da un acquisto che potrebbe andare oltre il budget preventivato, e di conseguenza un acquisto consapevole. Va notato che i difetti occulti non sempre riescono ad essere identificati.
  • L’identificazione di difetti strutturali da parte del perito potrebbe non farti perdere la caparra e ritirarti dall’acquisto senza conseguenze. (Leggi bene il contratto che firmi).
  • L’identificazione durante la perizia di una problematica in fase iniziale potrebbe farti risparmiare tempo e soldi per un intervento maggiore e potenzialmente pericoloso in un secondo momento.

Quindi in pratica cosa fa?

I passaggi principali con scafo alato che effettua il Perito Nautico sono i seguenti:

  • Ispezione visiva dello scafo per valutare distorsioni, indicazioni di riparazioni o presenza di osmosi;
  • Valutazione delle condizioni del tunnel bowthruster (se presente);
  • Condizioni delle eliche, asse e boccole (se in presenza di piedi poppieri, IPS o fuoribordo, valutarne le condizioni nel dettaglio e coinvolgere un meccanico specializzato);
  • Verificare i timoni e boccole (se presenti);
  • Verificare le condizioni della giunzione scafo-bulbo (solo barche a vela);
  • Verificare le condizioni delle prese a mare e dei perni del bulbo se presenti;
  • Verificare le strutture interne se sono presenti movimenti strutturali;
  • Verificare le condizioni dei motori;
  • Verificare le condizioni dei sistemi di bordo;

Cosa controlla il Perito Nautico con barca in acqua.

La barca può essere ispezionata in acqua sia prima che questa venga messa in secca che a seguito del varo o se lo si richiede esclusivamente in acqua.

In questa fase della perizia si controllano tutte quelle che possono essere le possibili vie d’acqua, le più comuni sono:

  • Losche
  • Perni
  • Prese a mare (comprendenti valvole e passascafi)
  • bowthruster se presente

Oltre alle sopracitate ispezioni, la perizia in acqua permette di testare tutti quei sistemi di bordo che utilizzano l’acqua come sistema refrigerante principale, come:

  • aria condizionata
  • motore/i
  • generatore/i
  • WC se ad acqua di mare
  • dissalatore

Nel caso delle barce a vela:

  • Albero/i
  • Sarie e lande
  • Vele, che per motivi di sicurezza non possono essere aperte in cantiere.

Va considerato che se la barca viene ispezionata esclusivamente in acqua la perizia sarà sempre parziale ed un eventuale perizia subaquea non permette la reale valutazione dello scafo.

Naviga nel nostro sito per vedere i servizi più adatti a te, potrai contattarci dalla sezione del sito contatti via mail a: info@mdssurvey.com o via telefono al +39 3481986741 .

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Perizia Nautica Assicurativa

Visita di Sicurezza

Visita di Sicurezza, cosa sapere su come preparare la propria barca

Indice:

  • Introduzione a visita e conformità;
  • Cos’è la visita di sicurezza;
  • Come si svolge una visita di sicurezza;
  • come preparare la propria barca alla visita di sicurezza.
  • quali lavori compromettono la conformità

Introduzione a visita di sicurezza e conformità CE

visita di sicurezza barca in secca

La visita di sicurezza è un passaggio fondamentale per confermare la continuità dei requisiti minimi di conformità della cerificazione CE per prodotti circolanti all’interno della comunità europea .

In questo articolo andremo a trattare l’argomento della visita di sicurezza e su come preparare la barca al meglio per permettere all’ispettore di poter svolgere la stessa senza incorrere in inconvenienti che potrebbero compromettere la conformità dell’imbarcazione.

cos’è la conformita CE ?

La conformità CE è la garanzia che un dato prodotto acquistato sia stato costruito rispettando delle procedure ben precise, in termini di caratteristiche tecniche, qualitative e procedurali che permettono ad un prodotto di essere sicuro per l’acquirente finale.

Questi riferimenti vengono redatti da organismi europei ed internazionali come la ISO o la UNI, in grado di creare degli standard di riferimento per lo più di identificazione dei materiali e procedurali, così da poter garantire la qualità di un prodotto finito.

Va da sè che alla presenza di una variazione rilevante, che quindi differisce in termini di caratteristiche dal prodotto finito originario, questo perderà le caratteristiche di conformità, in quanto trattasi a tutti gli effetti di un prodotto differente.

Anche un imbarcazione entro i 24m per poter essere messa in commercio, necessita di rispettare degli standard qualitativi.

Di seguito un esempio di quali riferimenti ISO/UNI EN sono necessari per costruire una barca.

Iso costruzione barca

Cos’è la visita di sicurezza?

visita di sicurezza

Come descritto nel paragrafo precedente, un prodotto per essere conforme deve rispettare determinati standard produttivi; considerando che la barca è concepita come un bene durevole nel tempo, e operando in un ambiente ostile sia per le condizioni meteomarine che per la deperibilità chimica e fisica dei materiali, bisogna assicurarsi che questo bene conservi le medesime caratteristiche nel tempo. Come lo si certifica? attraverso la visita di sicurezza.

Questa viene effettuata attraverso organismi certificati come ENAVE (ente notificato n.2406) che certificano gli standard o il mantenimento degli stessi al momento dell’ispezione di cui la MDSsurvey si avvale per questi ed altri servizi, attraverso il perito Marco De Simone, tecnico operativo certificato n.108.

Come si svolge una visita di sicurezza?

La visita di sicurezza si svolge in prima battuta attraverso la verifica documentale, con la visione del manuale del proprietario, del libretto di navigazione e della conformità motore se disponibili, per poi organizzare la visita a secco con l’ispettore, previa comunicazione almeno 48h prima alla capitanerie di riferimento con in copia l’ente notificato, descrivendo i dati dell’imbarcazione, data e luogo dell’ispezione.

Ogni visita differisce in base al fine per cui andrà eseguita, che sia essa per noleggio, immatricolazione o rinnovo certificato.

La visita si svolgerà prevalentemente in secca, con l’imbarcazione facilmente ispezionabile supportata da un invaso o da supporti in chiglia e sugli spigoli, in alcuni casi è richiesto anche il varo e la prova in mare.

Durante l’ispezione il perito nautico eseguirà una verifica dell’opera morta per identificare eventuali difformità o anomalie come:

  • osmosi,
  • cricche,
  • avvallamenti,
  • movimenti nel timone, eliche e supporti,
  • giunzione del bulbo (barche a vela)
  • area a prua, a poppa e sul fondo della deriva (barche a vela)

Internamente si verificheranno le condizioni delle seguenti aree:

  • prese a mare, con valvole passascafo e gomiti in ordine senza presenza di ossido con la maniglia che si muova facilmente da aperta e chiusa.
  • sentine pulite e prive di acqua
  • controstampo o longitudinali e madieri correttamente incollati.
  • perni del bulbo in buono stato
  • verificare la presenza della doppia fascetta in metallo in corrispondenza del portagomma
  • pompa acqua di mare e scambiatore in buono stato
  • controllo targhetta di identificazione del motore/dei motori
  • presenza di un orifizio estintore se previsto.
  • funzionamento delle valvole di chiusura di emergenza combustibile.
  • impianto di sentina verificando il funzionamento
  • Impianto elettrico verificando le batterie , gli stacca batterie, fusibili e salvavita per la 220V
  • funzionalità delle luci di navigazione
  • In caso di batterie al litio avvisare preventivamente per verificare la presenza di un risk assessment e di un BMS a bordo e se va fatta una CPA (aggiornamento post costruzione)
  • Sistema antincendio
  • Impianto del gas per la cucina
  • albero, sartie comprese lande e terminali, crocette e boma, dadi e prigionieri della pinna di deriva;(barche a vela)

Come preparare la barca alla visita di sicurezza?

losca con trafilazioni

La barca deve presentarsi pronta per l’ispezione, pulita e spagliolata e con le casse dell’acqua, gasolio, grigie e nere facilmente accessibili, senza presenza di divanetti e attrezzature che impediscono di visionare i gavoni e le sentine sotto i letti, in modo che non si rompano oggetti di vs proprietà durante l’ispezione.

Inoltre per evitare di incorrere in rallentamenti durante il rilascio della certificazione di sicurezza, è buona prassi verificare la barca ed effettuare operazioni manutentive preventive per permettere all’imbarcazione di poter mantenere i criteri minimi di conformità richiesti come:

  • verificare la scadenza dei tubi del gas ;
  • verificare le condizioni della bombola, che sia ben fissata e che il vano in cui è collocato abbia un tubo di scarico fumi esterno del gas;
  • verificare che la zattera sia facilmente estraibile;
  • verificare che le sentine siano prive di sale o acqua salata;
  • verificare che le batterie siano ben fissate e collocate in un vano contenitore adatto al contenimento dell’liquido elettrolita versato, nonchè della presenza di un tubo di sfiato di eventuali fumi
  • verificare che le prese a mare metalliche siano tutte sostituite o siano in buone condizioni facilmente accessibili e chiudibili;
  • verificare che l’indicazione di carica degli estintori sia sul verde e/o che non siano scaduti.

Conclusioni

Chiaramente molte delle cose che potrebbero uscire durante l’ispezione andranno ripristinate prima del rilascio del certificato di sicurezza che certifica esclusivamente la conformitàd del prodotto e che questo garantisca la sicurezza per il cliente, pertanto per quanto questa pratica possa sembrare fastidiosa serve esclusivamente per garantire la sicurezza di tutti durante la navigazione.

osmosi a scafo

Osmosi barca – Tutto quello che devi sapere sull’OSMOSI nelle barche in vetroresina

Osmosi barca – Tutto quello che devi sapere sull’OSMOSI nelle barche in vetroresina

Introduzione al fenomeno dell’osmosi

Per una qualsiasi persona che almeno una volta nella vita abbia mostrato interesse al mondo della nautica si è prima o poi trovato davanti una parola, “l’osmosi“; cos’è questa osmosi e per quale motivo c’entra con il mondo della nautica? Signore e signori purtroppo non si finisce mai di imparare e la chimica come la fisica sono ovunque e sono la base del mondo che ci circonda, e la nautica non fa eccezione.

Detto con parole semplici, l’osmosi è un processo chimico-fisico poichè ha caratteristiche sia chimiche che fisiche ed avviene principalmente in ambiente acquoso e permette il passaggio attraverso una superfice semipermeabile dell’acqua per via di una differenza di densità, questa differenza di densità, aziona il processo osmotico, ossia il passaggio dell’acqua da un lato ad un altro per cercare di equilibrare la differenza in termini di densità.

Cos’è l’osmosi, il processo e perchè si generano le bolle osmotiche nella vetroresina?

miscelazione della resina

Come spiegato in precedenza l’osmosi è un processo chimico-fisico che avviene principalmente in ambiente acquoso e sfrutta la differenza in termini di densità per permette il passaggio attraverso una superfice semipermeabile dell’acqua.

Nel mondo della nautica, la superfice semipermeabile è rappresentata dalle resine termoindurenti, queste resine per quanto possano essere fatte a regola d’arte e miscelate con il catalizzatore in maniera perfetta, se guardate al microscopio presentano delle porosità e queste, mediante la differenza di densità vengono riempite attraverso il processo omotico, ossia azionando il passaggio dell’acqua da un lato ad un altro per cercare di equilibrare la differenza in termini di densità, quindi banalmente la proprietà di assorbire l’acqua da parte della vetroresina, o per meglio dire, l’acqua che si vuole far assorbire a forza dalla vetroresina.

Questo avviene, poichè, l’acqua ha la tendenza a riempire le aree con una differenza di densità infiltrandosi all’interno delle porosità intrinseche alla vetroresina ed è aiutato da un altro processo chimico detto idrolisi (argomento che esaminiamo nel dettaglio qui), il quale permette all’acqua di scindere i legami chimici all’interno della resina termoindurente e generando nuove aree in cui l’acqua può infiltrarsi e continuare il suo processo e nello stesso tempo danneggiarlo a livello microscopico.

Va da sè, che questo processo, avvenendo a livello microscopico ha una lunga durata nel tempo ed è influenzato dalla tipologia di materiali e dalle tecniche utilizzate che possono allungare o ridurre i tempi di assorbimento dell’acqua e di conseguenza l’invecchiamento del materiale composito.

Perchè l’osmosi è un problema?

osmosi a scafo

L’osmosi può essere considerato come una malattia della resina, in sè non risulta essere un problema se non a lungo termine, nell’ordine delle decine di anni, in quanto, l’ingrandimento delle bolle osmotiche ed in concomitanza con il processo di idrolisi che invecchia la resina fa perdere le sue proprietà strutturali del materiale.

Ma quindi quando si crea l’osmosi e diventa un problema?

L’osmosi si genera quando nelle prime fasi di fabricazione dell’imbarcazione, durante il processo di preparazione della miscela di resina termoindurente e catalizzatore questo non viene fatto seguendo perfettamente le proporzioni i modi ed i tempi esplicitati dal produttore, generando dei grumi di catalizzatore non reagito ed intrappolato all’interno della resina indurita.

Questa presenza di grumi di catalizzatore che non hanno reagito durante la fase di miscelazione della resina termoindurente può essere descritto come una malattia della barca, la quale assorbendo acqua per osmosi nel momento in cui entra in contatto con il grumo di catalizzatore e lo riempie per differenza di densità.

A seguito della reazione tra acqua e catalizzatore il grumo aumenta di volume spaccando l’area circostante, solitamente in senso orizzontale seguendo il verso della fibra di vetro e sviluppandosi in termini di volume fino al totale consumo del catalizzatore.

Perchè è pericolosa l’osmosi?

La bolla osmotica può interessare sia un area limitata e quindi rimanere localizzata, che essere diffusa ed affliggere un area più estesa, poichè, se in presenza di tante bolle (o “blister osmotici”) molto vicine le une alle altre possono essere rappresentate come un unico grande difetto non permettendo più allo scafo di supportare determinati stress di carico riducendo lo spessore di vetroresina su cui scarica gli sforzi la barca.

Va da sè che il problema non è solo la creazione di una bolla ma anche di un distaccamento interlaminare tra i vari livelli di vetroresina, il che comporta una grave perdita delle caratteristiche strutturali non potendo più affrontare determinate condizioni meteo aumentando il rischio di affondamento.

L’individuazione delle bolle osmotiche rappresenta un problema di sicurezza vitale per una barca e per il suo proprietario e rappresenta oltre ad una perdita in termini di sicurezza anche ad una perdita di valore della stessa in quanto da considerarsi come una barca malata e da riparare.

I falsi miti dietro l’osmosi e dell’igrometro cerca osmosi

Essendo l’osmosi un argomento caldo nel mondo della nautica, ha fatto in modo che si sviluppassero tutta una serie di teorie e falsi miti che vanno dalla cura, a come individuarlo con la creazione di altrettanti personaggi cercatori di osmosi tipo Ghostbuster, generando un sottobosco di informazioni forvianti, che non risultano avere un reale fondamento ma per lo più sono legate a doppiofilo all’osmosi generando confusione.

Tra le teorie antiosmosi che si leggono dal web una di queste è l’applicazione di gelcoat, questo componente è di base utilizzato per la rifinitura delle imbarcazione ed è applicata nella prima fase di preparazione dell’invaso femmina, poichè viene utilizzato anche per evitare l’icollaggio della resina all’invaso, permettendo che questo si stacchi con facilità al termine della lavorazione dello scafo.

Quindi per quale motivo viene frainteso che il gelcoat serva per proteggerlo dall’osmosi?

E’ plausibile che questo accada poichè il gelcoat è sì, composto a base resina poliestere o epossidica, ma questo non implica che il gelcoat non essendo composto di sola resina, acquisisca per intero le caratteristiche di impermeabilità della resina con cui è misceato, quindi no, il gelcoat non protegge dall’osmosi.

In realtà non si conosce il reale motivo per cui si suppone che aggiungendo più strati di gelcoat o più strati di antivegetativa questo protegga la barca dal processo di osmosi, ma in realtà è l’inverso, in quanto, proprio la capacità assorbente della antivegetativa e dello stesso gelcoat, impedisce alla vetroresina di asciugarsi nel momento in cui la barca è stata alata in cantiere, creando un ambiente umido che non rallenta il processo.

Questo avviene, poichè, avendo l’antivegetativa o il gelcoat maggiori capacità assorbenti, rilasciano con più difficoltà l’acqua, impedendone la corretta asciugatura ed intrappolandola alimentando la possibilità di nuova osmosi e nuova idrolisi.

E’ plausibile che questa intuizione venga dal fatto che più strati si applichino più sia difficile che l’acqua venga assorbita, ma questa teoria non ha alcun fondamento, anzi è plausibile che la presenza di gelcoat sopra gli ultimi strati di vetroresina sia controproducente rispetto alla sua totale assenza.

Perchè l’igrometro non trova l’osmosi?

igrometro per lettura umidità scafo

La funzione dell’igrometro è quella di distinguere la percentuale di umidità all’interno di un manufatto, sia esso di vetroresina, legno o cemento, senza che il materiale analizzato venga danneggiato per effettuare analisi sui campioni.

Questo strumento attraverso l’utilizzo della radiofrequenza o della conducibilità elettrica del materiale permette di raccogliere dati sull’umidità, senza danneggiarlo, consentendolo di rientrare di diritto nella categoria delle prove non distruttive, ossia in inglese NDT “non distructive testing”.

Come detto in precedenza, l’osmosi è la proprietà che permette all’acqua di farsi assorbire dalla vetroresina e la bolla osmotica è solo una conseguenza dell’assorbimento dell’acqua che reagisce con il grumo di catalizzatore che non ha correttamente reagito durante la miscelazione della resina termoindurente in fase di costruzione.

Va detto che il risultato della reazione tra catalizzatore e acqua genera un acido con PH4 (circa) con il forte odore di aceto.

La presenza di questo acido e della sua eventuale bolla non visibile, non viene rivelata dall’igrometro, in quanto lo strumento distingue esclusivamente la quantità di umidità all’interno del materiale composito, non permettendo di riconoscere dove ci sia o no una bolla osmotica.

E’ plausibile che a barca completamente asciutta con meno del 50% di umidità, se applicato lo strumento in corrispondenza della bolla, questa risulterà uniforme allo scafo, non permettendo di distinguere una variazione tangibile, in quanto, la percentuale di umidità all’interno della bolla risulterà omogenea allo scafo.

Quindi sempligicando, sempre per effetto osmotico, le parti di acqua contenute nella bolla di osmosi cercheranno di livellare la quantità di liquido al di fuori di essa, prosciugando il contenuto della bolla stessa e lasciando un vuoto al suo interno.

Esiste uno strumento capace di riconoscere le bolle osmotiche?

Gli unici strumenti capaci di distinguere una variazione nel materiale sono presumibilmente 3:

  • L’occhio umano, preferibilmente di un professionista esperto che conosce le tecniche per individuarlo.
  • gli ultrasuoni possono sì distinguere il difetto in sè ma spesso la grandezza essendo inferiore al diametro della sonda , questa viene facilmente confusa con una porosità intrinseca del composito generando una grossa difficoltà nella distinzione nel difetto e l’interpretazione dell’echo, risultando poco affidabile
  • un altra tecnologia in fase di sviluppo e non ancora largamente utilizzata è la shearografia (argomento non ancora approfondito in quanto una nuova tecnologia) che sollecitando il materiale attraverso calore e vibrazioni promette di distinguere difetti all’interno dei materiali compositi.

Va comunque detto che l’utilizzo di queste inadgini strumentali risultano particolarmente onerose e non sempre possono rappresentare un buon investimento, rispetto all’ausilio di un perito nautico specializzato decisamente meno oneroso e altrettanto affidabile.

L’osmosi affligge tutte le resine?

La tecnologia come anche un miglior controllo durante le fasi di produzione si è evoluto nel tempo, questo ha portato uno sviluppo delle tecnologie dietro le resine termoindurenti che sono partite dalle resine poliestere ortoftaliche , passando per le resine isoftaliche e vinilestere fino ad arrivare alle resine epossidiche, esaminiamo nel dettaglio le differenze qui.

Chiaramente la diminuzione dell’assorbimento osmotico e dell’invecchiamento del materiale attraverso l’idrolisi è stato drastico, sia nel passaggio tra resine ortoftaliche ed isoftaliche, che ancor di più con l’avvento delle resine vinilestere ed epossidiche, riducendo al minimo la porosità, come anche l’utilizzo dell’intrusione sottovuoto della resina in fase di costruzione, che ha ridotto al minimo le imperfezioni.

Infatti è sempre più raro riscontrare questo tipo di difetti su barche costruite con questo metodo, ma sarà solo il tempo a confermarlo, in quanto il processo è molto lento e si aggira sull’ordine dei 15-20anni.

Come individuare l’osmosi?

Ad oggi, l’unico metodo valido per identificare l’osmosi è un ispezione visiva dello scafo, questo difetto si manifesta inizialmente attraverso delle bollicine o differenze di colorazione/ombreggiature dell’antivegetativa che rappresentano un indicazione da dover tener presente.

La sola indagine visiva non permette di stabilire la tipologia di difetto, poichè come detto inizialmente, anche il gelcoat ha parti di resina al suo interno che deve catalizzare per solidificarsi, e molto spesso la sua miscelazione non essendo strutturale viene eseguita con un criterio meno rigido rispetto alla vetroresina, motivo per cui le bolle di osmosi più frequenti sono rappresentate da osmosi superficiale tra lo strato di gelcoat e lo strato esterno di vetroresina.

Ma come si ha la certezza che quella sia una bolla di osmosi interlaminare?

L’unico metodo per stabilire che la bolla di osmosi sia effettivamente una bolla interlaminare è rompendola attraverso un puntello e scavando per capire quanti e se coinvolge gli strati di vetroresina.

A seguito della rottura della bolla questa appare con una colorazione leggermente ambrata e dal chiaro odore di aceto, un ulteriore conferma è l’utilizzo di un tester del PH come la cartina tornasole, che attraverso il risultato da PH5 a 3 confermermerà la presenza di una bolla osmotica.

A chi rivolgersi per individuare le bolle osmotiche

perito nautico intento a cercare bolle di osmosi

Individuare le bolle osmotiche non è mai banale e può aiutare vedere la barca mentre è ancora bagnata a seguito dell’alaggio, o vederla controluce, ad ogni modo un professionista esperto può utilizzare diverse metodologie per distinguerla con efficacia.

Come proteggersi dall’osmosi?

Partiamo dal presupposto che una barca con l’osmosi o ci nasce o non ci nasce, quindi a meno che non siano passati 20 anni e l’osmosi non sia già uscita, la prevenzione è obbligatoria.

L’unico modo per proteggere una barca dall’insorgere di bolle osmotiche è effettuare un trattamento antiosmosi ossia l’applicazione di resina epossidica a scafo, per effettuare questa tipologia di trattamento la barca andrà portata a zero rimuovendo gli strati di antivegetativa e gelcoat se necessario.

A scafo nudo la barca andrà lasciata asciugare fino al raggiungimento di un livello minimo di umidità, questo dipenderà dal grado di invecchiamento del materiale composito, a seguito dell’asciugatura si dovranno applicare più strati di resina epossidica i quali creeranno un rivestimento protettivo con caratteristiche impermeabili nettamente superiori a qualsiasi tipo di resina termoindurente, rallentando il processo osmotico e fermando l’invecchiamento del materiale.

Va detto che in generale l’applicazione di un trattamento antiosmosi in fase precauzionale, viene spesso applicato sopra lo strato di gelcoat, mentre solo su barche che hanno subito la sabbiatura viene applicato direttamente sulla vetroresina.

Va da sè che come tutti i trattamenti questo sarà temporaneo, in quanto con il tempo il trattamento potrebbe perdere la su efficacia, pertanto si richiede una verifica delle condizioni con cadenza quinquennale, una buona idea potrebbe essere in occasione della rimozione completa dell’antivegetativa portando lo scafo a zero e non la classica discatura.

Come va trattato lo scafo in caso di presenza di bolle osmotiche?

La bolla di osmosi è il risultato finale di un “non” perfetto processo di miscelazione dei due componenti, resina e catalizzatore, che a seguito dell’assorbimento dell’acqua da parte del materiale composito e dell’incontro dell’acqua con il grumo di catalizzatore, questo attraverso il processo osmotico genera la bolla osmotica.

Possono esistere più scenari su cui operare in presenza di una bolla osmotica:

  • Nel caso in cui la bolla sia localizzata e non diffusa su tutto lo scafo, questa andrà rotta e attraverso una levigatrice si dovranno rimuovere tutti gli strati di resina coinvolti dalla bolla, arrivando fin dove non si nota più un distaccamento della fibra, dopo di che, si andranno ad applicare nuovi strati di fibra di vetro fino a ricostruire lo spessore originale,applicare nuova resina e poi rifinire.
  • Nel caso in cui le bolle di osmosi siano diffuse su aree maggiori o su tutto lo scafo, andrà presa in considerazione la sabbiatura dello scafo, questa tecnica pur essendo più dispendiosa rispetto alla discatura localizzata, quando si tratta di aree molto estese, potrebbe permettere l’individuazione con più facilità di tutte le aree coinvolte e porterà alla luce tutte le bolle osmotiche anche quelle non visibili, logicamente a seguito della sabbiatura la quantità di fibra di vetro da utilizzare sarà proprozionale alla superfice e allo spessore in cui le bolle erano localizzate.

Perchè alcune aree subiscono l’osmosi ed altre no?

Bisogna considerare che la barca è per lo più un manufatto artigianale e immaginare a quanti parametri questa è sogetta durante il processo produttivo e a quanti di questi possono variare, come:

  • la temperatura ambientale
  • I tempi di miscelazione
  • Le proprzioni
  • I prodotti utilizzati e da come era conservati
  • l’operatore o più operatori coinvolti nel processo di miscelazione e laminazione.

tutti questi parametri possono generare la possibilità che si creino i grumi o per dirla peggio “la malattia” e solo il tempo e l’invecchiamento del materiale possono far sviluppare.

Questa tipologia di intervento a seguito delle alte temperature raggiunte durante la fase di indurimento è sconsigliato effettuarle durante la stagione estiva, e tra asciugatura, preparazione e lavorazione effettiva, sempre considerando le disponibilità dell’resinatore e del cantiere potrebbero durare oltre il mese di lavoro.

Conclusioni

L’individuazione ed il trattamento delle bolle osmotiche è di fondamentale importanza, poichè la loro presenza potrebbe inficiare strutturalmente lo scafo e rivolgersi ad un perito esperto potrebbe aiutarvi nell’individuazione e nel valutare la gravità del fenomeno, ho scritto un articolo su come scegliere il perito nautico qui.

Chiaramente nel momento in cui si presentasse sulla propria imbarcazione o sulla futura questa tipologia di problematica , questo non vuol dire che la barca non sia sicura o da buttare e come tutte le cose su una barca possono essere riparate, delle volte anche migliorandola rispetto a come era in origine.

In fase di preventivo effettuare più richieste e chiedere opinioni ad altri proprietari che hanno dovuto affrontare la medesima problematica per individuare il resinatore migliore per le vostre esigenze, anche farvi consigliare dal vostro perito di fiducia, ossia io :), potrebbe proporvi validi resinatori per aiutarvi a risolvere il vostro problema.

barca a motore blue game 47

Barca a Motore – 5 cose da vedere su una barca a motore prima di fare la proposta di acquisto.

Barca a Motore – 5 cose da vedere su una barca a motore prima di fare la proposta di acquisto.

barca a motore blue game 47

Durante le prime fasi di ricerca di un imbarcazione a motore i primi parametri che si dovranno esaminare saranno:

  • il budget,
  • la tipologia di imbarcazione che si vuole acquistare, se dislocante, planante o semi-planante;
  • che tipologia di uso se ne voglia fare: crociera, turismo giornaliero o pesca sportiva;
  • tipologia di motore installato: entrobordo, fuoribordo o entro-fuoribordo;

Scelta l’imbarcazione da voler visionare bisogna capire in che stato d’uso si tova e che offerta poter fare in base alla richiesta del venditore.

Chiaramente vedere i prezzi di mercato di quella specifica imbarcazione o tipologia potrebbe essere un primo parametro da valutare, e la scelta di una imbarcazione troppo al di fuori della media potrebbe essere sia una occasione da non perdere che un segnale d’allarme da dover considerare.

Per avere una visione completa della barca e venire a conoscenza di tutti i difetti o almeno di tutti i difetti non occulti, questa andrà periziata da un perito specializzato, preferibilmente iscritto all’albo o facente parte di un registro internazionale di periti quali la IIMS con alti standard qualitativi, in modo da avere garanzie di professionalità.

Ma visto che non sempre la barca può essere periziata prima della proposta, se si ha la possibilità, si consiglia di vedere la barca di persona anche solo per vedere se la barca rispecchia le proprie aspettative.

Di fatto capita molto frequentemente che le foto panoramiche creino una percezione differente dalla realtà o che le condizioni effettive siano diverse dalle fotografie, portandovi a cambiare idea sull’acquisto, proprio per questo prima di fare l’offerta è strettamente consigliato vederla dal vivo.

Oltre alla propria percezione, capire dove guardare su una barca a motore è fondamentale proprio per valutare se quella che si stia vedendo è una barca solida che richiede manutenzione ordinaria o una barca che necessita di maggiori attenzioni, e con questo articolo andremo a vedere le principali 5 indicazioni che potrebbero farci capire se la barca in questione è o non è un affare.

Il Caso con barca a motore in cantiere.

barca a motore in cantiere

Nel caso in cui la nostra barca da vedere si trova in cantiere questa è una ottima occasione per vedere lo scafo al di sotto della linea di galleggiamento ed osservare cose che non si potrebbero vedere con la barca in acqua.

Considerando che stiamo parlando di una barca a motore e la maggior parte dei pesi a bordo e le strutture rinforzate si trovano a poppa, va da sè che dovremmo prestare particolare attenzione da mezza-barca allo specchio di poppa.

Quindi cosa andremo ad osservare su una barca fuori dall’acqua?

  • Posizionandoci contro luce, al disotto della carena, osserveremo se si notano delle bollicine sullo scafo, questo ci permettrà di individuare se il nostro scafo è affetto da blister osmotici.
  • Cercare delle aree non omogenee allo scafo in termini di colorazioni, il che potrebbe portarci a pensare che lo scafo ha subito delle riparazioni.
  • Osservare se attorno alle appendici di carena come: astucci, supporti asse, timoni, IPS e piedi poppieri ci siano delle anomalie come delle cricche.

Internamente

  • Chiedendo di poter accedere alla sala macchine andremo ad osservare le condizioni delle fazzolettature in vetroresina dei longitudinali e dei madieri in prossimità dei motori per verificare se ci siano cricche, difetti, differenze di colore sospette e acqua salata in sentina, non dimenticarti di chiedere le ore motore e i tagliandi effettuati, potrebbero essere un ottimo indice per capire se e quanto i motori sono stati sfruttati.
  • Visionare le condizioni dei motori e verificando la presenza di sale e olio, questo ti permetterà di capire se andranno fatti degli interventi o serviranno esami più approfonditi.

Logicamente, non potendo in questa fase verificare il funzionamento dei motori e dei sistemi di bordo la barca dovrebbe essere vista anche in acqua.

Caso con barca a motore in acqua.

Questo è il caso più comune in particolarmodo nei periodi più caldi dove la barca è in banchina pronta per essere provata e per farvi innamorare di lei.

Questo è ottimo per chi vende ma non per chi compra poichè molte cose descritte nel paragrafo precedente non possono essere visionate.

Quindi cosa controllare con la barca in acqua?

Parlando di una barca a motore, particolare attenzione andrà mostrata nei confronti della sala macchine, verificando come segue:

  • Osserva se c’è presenza di acqua in sentina, cricche lungo i longheroni sotto i motori e verifica se il fondo della sentina ha un colore omogeneo, se necessario prova a pulire la sentina per vedere se sotto i depositi si vede un anomalia.
  • Verifica le condizioni del motore e nota se c’è presenza di sale diffuso e olio, potrebbero identificare la necessità di interventi più approfonditi.
  • Se presente prova il generatore e mettilo sotto sforzo, facendo accendere l’aria condizionata e altre cose elettriche in contemporanea, il fatto che funzioni non vuol dire che sia in buone condizioni e potrebbe essere in qualsiasi caso necessario manutenerlo.
  • Prova i sistemi di bordo, Aria condizionata, toilette, etc. , verificando che funzionino, se presente come erificando.
  • Fate un uscita in barca documentandoti prima su quanti giri/min dovrebbe fare il motore di progetto, il non raggiungimento potrebbe significare che le eliche sono sporche ma anche che il motore potrebbe far fatica.

Conclusione

Questa non vuole essere la guida definitiva su come comportarsi durante la prima vistita, in quanto non perforza si possono creare le condizioni per cui il proprietario ti permette di poter visionare con tranquillità una barca. Inoltre, ogni barca è differente anche tra due modelli dello stesso cantiere, in quanto, essendo le barche prodotti per lo più artigianali, i cantieri affrontano in maniera differente problematiche che posso nascere con l’esperienza, per rispondere ad una problematica di sicurezza o per via delle richieste del primo acquirente, che farà differire una barca dalla sua versione successiva.

Ad ogni modo, questi possono essere degli spunti da utilizzare per aiutarvi nella scelta della vostra nuova o prima barca, ma l’ausilio di un perito nautico come la MDS Survey risulta essere fondamentale per poter trovare difetti che in questa fase e senza strumentazione non sarebbe possibile identificare.

Articolo scritto da Marco De Simone, Affiliato IIMS, GradIIMS, e tecnico NDT UT & PT

Il Perito Nautico – 5 consigli su come scegliere il perito nautico?

Il Perito Nautico – 5 consigli su come scegliere il perito nautico? Cosa fa? e come si diventa Perito Nautico?

(imbarcazione in fase di perizia)

Durante le prime fasi di approccio al mondo della nautica, sopratutto se si è sull’onda dell’entusiasmo post patente e si è in cerca di un’imbarcazione tutta per sè, per potersi cimentare nel fantastico mondo del mare ed affrontare le proprie avventure, è inevitabile che si entri a contatto con alcune figure professionali del settore, tra cui:

  • Broker;
  • Operatori dei cantieri;
  • Attrezzisti;
  • Meccanici;
  • Ed in seconda battuta i periti.

In questo articolo andremo ad approfondire la figura del Perito Nautico analizzando nel dettaglio come di seguito:

  • Chi è il perito nautico;
  • Qual’è la sua formazione professionale;
  • I motivi per cui affidarsi ad un perito Nautico;
  • Cosa si controlla durante la perizia nautica;

Chi è il perito nautico?

perito nautico Marco De Simone durante la perizia

La figura del Perito Nautico è una figura professionale che lavora nell’ambito navale, nella nautica da diporto e può allargarsi in base alle sue competenze professionali anche in altri settori, come quello industriale, diventando una figura trasversale, e si occupa di valutare le condizioni del manufatto che si sta ispezionando mostrandone le criticità.

Qual’è la sua formazione professionale? come diventare perito Nautico

lo studio per diventare surveyor

La figura del perito nautico è una figura molto antica che si è evoluta insieme al mondo della nautica stessa.

Inizialmente la professione venne intrapresa dai mastri d’ascia, poichè erano gli unici ad avere le competenze, acquisite durante la costruzione e la manutenzione delle navi, da poter interpretare le condizioni distinguibili esclusivamente visivamente del fasciame e delle strutture.

Il settore è rimasto pressocchè invariato fino ai primi dell’800 dove si iniziarono a sperimentare le prime imbarcazioni interamente in acciaio su larga scala aprendo questo mondo a figure come architetti e progettisti e solo successivamente con la venuta di nuove tecniche costruttive, quali la vetroresina sandwich etc., sono nate nuove figure tecniche specializzate nel settore che hanno preso la denominazione generale di Perito Nautico (in inglese denominato Marine Surveyor).

Il Perito Navale negli anni, come si citava in precedenza, si era evoluto insieme al settore, cambiando e passando da un mero controllo strutturale ad anche un controllo normativo e di sicurezza per la navigazione e per l’ambiente, generando di conseguenza ulteriori subcategorie in base alla specializzazione.

di seguito alcuni principali esempi della figura del Perito Navale:

  • Construzione navale,
  • Condizioni nave,
  • Investigazione sinistro marittimo;
  • Trasporti eccezionali in dimensioni e peso,
  • Garanzia,
  • Riempimento container,
  • Carico e Scarico Nave,
  • perizia di bandiera,
  • Internal audit.

anche la nautica essendo una sub categoria ha le proprie figure professionali.

Di seguito le principali figure del Perito Nautico:

  • Costruzione e manutenzione,
  • Meccanica,
  • Yacht,
  • CE,
  • Pre-acquisto,
  • Pre-consegna,
  • Investigazione sinistro marittimo,
  • Tecnico controlli non distruttivi, (questa figura è polisettoriale e solitamente accorpata alla perizia pre-purchase e di costruzione).

Considerando che l’articolo affronta la figura del perito nautico in maniera generica non andremo ad analizzare le varie figure del perito navale e nautico nello specifico, in quanto servirebbero degli articoli appositi per ogni singola specializzazione.

Quindi tornando al quesito, ossia qual’è la formazione professionale del perito nautico, va da sè che ad oggi una preparazione scolastica adeguata, quale può essere una laurea di settore o master sia la base per poter intraprendere questa tipologia di lavoro, il che non ti categorizza come perito ma ti da la base ed il metodo per poter comprendere al meglio i fenomeni che si andranno a presentare durante la pratica, che solo dopo numerose perizie può permetterti di avere un quadro abbastanza completo in termini di casistiche analizzate.

Va comunque detto che chi aveva intrapreso questo lavoro prima degli anni 2000 molto spesso partiva dalla base di una grossa esperienza di navigazione, per poi approfondire tecnicamente gli aspetti e crearsi una propria specializzazione nel settore.

Perchè affidarmi ad un perito nautico?

Nella vita, per quanto una persona possa essere intelligente ed avere competenze, non è di certo obbligatorio conoscere tutto di ogni cosa, pertanto affidarsi ad un esperto che conosce il settore e le tecniche da utilizzare, nonchè in possesso della strumentazione e del metodo, potrebbe essere un valido aiuto durante le prime fasi di acquisto della vostra imbarcazione ed aiutarvi a valutare al meglio e ad organizzare nel migliore dei modi la preparazione alla perizia.

Per farla semplice “Il Perito può essere visto come quel vostro amico meccanico che chiamate quando avete bisogno di vedere se la macchina che state acquistando ha qualche problematica che non avete notato” e consentirvi di fare un acquisto più consapevole.

I principali motivi per cui affidarvi ad un perito sono:

  • La conoscenza del setture, la tecnica, la strumentazione ed il metodo.
  • L’imparzialità e l’etica, il perito non deve avere alcun legame ed interesse nella vendita, e deve dare un giudizio oggettivo su cosa si andrà ad ispezionare, non preoccupandosi di creare un danno qualora si compromettesse la vendita.
  • La tutela da un acquisto che potrebbe andare oltre il budget preventivato, e di conseguenza un acquisto consapevole. Va notato che i difetti occulti non sempre riescono ad essere identificati.
  • L’identificazione di difetti strutturali da parte del perito potrebbe non farti perdere la caparra e ritirarti dall’acquisto senza conseguenze. (Leggi bene il contratto che firmi).
  • L’identificazione durante la perizia di una problematica in fase iniziale potrebbe farti risparmiare tempo e soldi per un intervento maggiore e potenzialmente pericoloso in un secondo momento.

Cosa si controlla durante una perizia nautica?

perito nautico intento a cercare bolle di osmosi

Il Perito Nautico durante la perizia pre-acquisto controlla:

  • Condizioni generali dello scafo e se questo mostra distorsioni, bolle osmotiche o indicazioni sospette.
  • Appendici di carena, quali timoni, eliche, bulbo, etc.
  • Strutture interne, perni e prese a mare.
  • Sistemi di bordo.
  • Documentazione

Come scegliere il Perito Nautico?

La scelta del perito è una cosa personale, in quanto, un professionista più di un altro potrebbe non trasmetterti le guste sensazioni, questo non significa che se un perito non ti trasmette fiducia non sia un buon perito, ma essendo una persona a cui darai la tua fiducia, sicuramente questo sarà un parametro da considerare.

Un buon consiglio potrebbe essere quello di sentirsi con più professionisti e valutare quale sia il migliore in termini economici e di sensazioni, in quanto non è detto che se un perito sia del luogo sia migliore rispetto ad un’altro professionista che viene da un altra zona e controllare se il professionista è affiliato ad una o più organizzazioni internazionali di Marine surveying come la IIMS e la YDSA, il che possono rappresentare garazia di standard elevati.

Un ulteriore parametro da considerare è se il perito si avvale si strumenti per i controlli non distruttivi quali: igrometri e ultrasuoni.

Se vuoi conoscere le varie fasi della perizia nel dettaglio ho scritto un articolo in merito qui.

Conclusioni

Avvalersi di un perito nautico specializato quale la MDS Survey permette di avere un idea più completa dell’imbarcazione che si sta acquistando e dell’investimento che si sta per affrontare bloccando sul nascere ” la Sindrome dell’Innamoramento” che non permette di considerare alcune indicazioni e segnali che la barca vuole comunicare con la giusta considerazione, rischiando di, o non vederle, o sottostimarle e l’ausilio di un perito potrebbe aiutarti a fare un acquisto più consapevole.

uomo innamorato della sua barca
uomo innamorato della sua barca

Articolo di Marco De Simone, Marine surveyor Affiliato IIMS e tecnico NDT certificato

perizie nautiche

Perizia Nautica – Perché devo fare la perizia nautica? motivi e fasi da sapere durante una perizia nautica

Perizia Nautica – Perché devo fare la perizia nautica? motivi e fasi da sapere durante una perizia nautica

perizia nautica

Per quale motivo dovrei fare una perizia? la mia barca è perfetta!

Questo è quello che sostiene circa l’80% dei proprietari alla domanda su quale sia lo stato d’uso della propria imbarcazione.

Sarà vero? In alcuni casi sì, ma nella maggior parte si tratta di pura sindrome da innamoramento, dove non si vogliono notare difetti o si minimizzano, come in una vera e propria relazione amorosa. In altri casi non né si è a conoscenza.

Com’è possibile che non ci si renda conto di un problema?

Succede più spesso di quanto si possa immaginare, e riguarda per lo più le condizioni dello scafo e strutturali, in quanto la barca può aver sofferto un difetto costruttivo o un evento che all’epoca dei fatti venne sottovalutato. Motivo per cui è sempre una buona idea far periziare una barca usata, sia che si è proprietari per verificarne le condizioni, sia che si è un nuovo possibile acquirente per identificarne le principali peculiarità.

Indice

  • Cos’ è una perizia nautica?
  • Qual è la procedura di una perizia nautica.
  • Su quali imbarcazioni fare una perizia.
  • La barca in secca.
  • La barca in acqua.
  • Conclusioni.

Cos’ è una perizia nautica?

La perizia nautica è un vero e proprio processo investigativo in quanto non sempre si hanno informazioni in merito alla barca o se si hanno possono non essere attendibili; in molti casi si tratta di informazioni sommarie o addirittura di voci per sentito dire del tipo ” mi sembra che una volta la barca abbia toccato” e proprio per questo motivo che scevri da qual si voglia pregiudizio o pressione la perizia è paragonabile ad una vera e propria indagine a ritroso partendo dallo scafo e dai dati raccolti, che potranno rivelare informazioni fondamentali per poter ricostruire la storia della barca che si sta periziando.

Qual è la procedura di una perizia nautica.

La perizia nautica può essere interpretata come una fotografia dell’imbarcazione in formato discorsivo nell’istante in cui la si sta ispezionando. Durante la perizia dell’imbarcazione esistono quatto passaggi fondamentali:

  • Ispezione scafo e appendici;
  • Ispezione delle strutture interne e aree passanti;
  • Ispezione motore/i e sistemi di bordo;
  • Ispezione della coperta.

Ognuno dei sopracitati passaggi è anch’esso suddiviso in fasi specifiche e differenti in base alla tipologia di imbarcazione da ispezionare, inquanto la struttura dello scafo e i pesi a bordo differiscono per ogni tipologia di imbarcazione.

La perizia, per essere svolta nel miglior modo possibile, deve prevedere l’alaggio e la messa in sicurezza in cantiere per poter ispezionare l’opera viva (parte immersa dello scafo); è sempre preferibile alare la barca dai 3 ai 5 giorni prima per permettere all’antivegetativa di asciugarsi, per poi procedere con il varo e il test dei motori e sistemi di bordo.

I passaggi principali della perizia sono i seguenti:

  • Ispezione visiva dello scafo per valutare distorsioni, indicazioni di riparazioni o presenza di osmosi;
  • Valutazione delle condizioni del tunnel bowthruster (se presente);
  • Condizioni delle eliche, asse e boccole (se in presenza di piedi poppieri, IPS o fuoribordo, valutarne le condizioni nel dettaglio e coinvolgere un meccanico specializzato);
  • Verificare i timoni e boccole (se presenti);
  • Verificare le condizioni della giunzione scafo-bulbo (solo barche a vela);
  • Verificare le condizioni delle prese a mare e dei perni del bulbo se presenti;
  • Verificare le strutture interne se sono presenti movimenti strutturali;
  • Verificare le condizioni dei motori;
  • Verificare le condizioni dei sistemi di bordo;

Su quali imbarcazioni fare una perizia.

perizia nautica

Su quale barca fare la Perizia?

Eccetto per le barche di nuova costruzione, dove le eventuali problematiche non hanno avuto ancora il tempo di potersi sviluppare, non esiste un’imbarcazione nello specifico per la quale non risulta essere necessaria l’intervento di un Perito Nautico, l’unico parametro da poter considerare è il valore economico dell’imbarcazione e quanto peso avrebbe la perizia sul valore della barca.

Sebbene possa sembrare un costo oneroso quello di una perizia nautica rispetto al valore dell’imbarcazione o all’età della barca, risultano essere proprio le barche di piccole dimensioni o particolarmente vintage a soffrire di problematiche rilevanti che potrebbero comprometterne l’intero valore o quasi e pertanto la spesa che inizialmente risulterebbe proibitiva, potrebbe aiutare a portare alla luce problematiche ignorate anche dallo stesso proprietario e tutelare l’eventuale investimento. In ogni caso ci sono validi periti nautici tra cui la MDSsurvey (Marine,Damage and Structure surveys) che possono venire incontro alle Vs esigenze aiutandovi ad avere una comprensione completa dell’imbarcazione e ad evitare sorprese indesiderate.

A barca in secca.

perizia nautica

Durante la perizia, per avere una visione completa dello stato in cui si attesta la barca, questa dovrà essere messa in secca, preferibilmente in un cantiere e in sicurezza per permettere al perito di poter visionare lo scafo ed identificare eventuali anomalie presenti sull’opera viva (parte immersa dello scafo).

La presenza di antivegetativa sopratutto se presente in molti strati e nel tempo mai portata a zero potrebbe compromettere l’identificazione di indicazioni come riparazioni o eventuale presenza di blister osmotici che potrebbero indebolire la struttura dell’imbarcazione.

Un indicatore della salute dello scafo è la sua umidità strutturale, in quanto uno scafo asciutto è strutturalmente più resistente agli sforzi di uno scafo umido. Oltre ad identificare la solidità strutturale l’umidità potrebbe portare alla luce difetti come riparazioni o danni strutturali non visibili ad occhio nudo.

Pertanto è consigliabile permettere allo scafo di asciugarsi in modo da poter stabilire le sue reali condizioni, in quanto un antivegetativa molto spessa potrebbe causare errori strumentali che renderebbero i test sullo scafo e di dati raccolti inutilizzabilli, per tanto si consiglia di alare (mettere in cantiere o in secca) la barca almeno dai 3 ai 5giorni prima della perizia.

A barca in acqua.

La barca può essere ispezionata in acqua sia prima che questa venga messa in secca che a seguito del varo o se lo si richiede esclusivamente in acqua.

In questa fase della perizia si controllano tutte quelle che possono essere le possibili vie d’acqua, le più comuni sono:

  • Losche
  • Perni
  • Prese a mare (comprendenti valvole e passascafi)
  • bowthruster se presente

Oltre alle sopracitate ispezioni, la perizia in acqua permette di testare tutti quei sistemi di bordo che utilizzano l’acqua come sistema refrigerante principale, come:

  • aria condizionata
  • motore/i
  • generatore/i
  • WC se ad acqua di mare
  • dissalatore

Nel caso delle barce a vela:

  • Albero/i
  • Sarie e lande
  • Vele, che per motivi di sicurezza non possono essere aperte in cantiere.

Va considarato che se la barca viene ispezionata esclusivamente in acqua la perizia sarà sempre parziale ed un eventuale perizia subaquea non permette la reale valutazione dello scafo.

Conclusioni.

perizie nautiche

Per conoscere il reale stato dell’imbarcazione, o per lo meno un quadro esaustivo delle sue condizioni, l’ausilio di un Perito Nautico specializzato che si avvale delle più recenti tecniche e dei controlli non distruttivi può essere la migliore opzione possibile per tutelare la propria imbarcazione o il proprio investimento; è consigliabile anche per chi ha già un imbarcazione di proprietà ed è interessato a verificare il suo stato d’uso o semplicemente a vendere la propria imbarcazione per evitare brutte sorprese, una perizia periodica per valutare alcune criticità sotto la lente di un occhio esperto ed imparziale che potrebbe mettere alla luce problematiche non rilevate in precedenza o sottovalutate.

Quindi in conclusione, sia tu un possibile acquirente o un proprietario di quello che ad oggi puo essere considerato come la cosa più vicina ad un sogno, ossia la tua barca, la perizia è uno strumento fondamentale che può aiutarti e tutelarti principalmente dal punto di vista della sicurezza, oltre che farti risparmiare tempo, denaro e preoccupazioni in futuro.

In mare la sicurezza viene prima di tutto. #staysafe

MDSsurvey è su tutte le piattaforme!!!

vienici a trovare!😉

perizie nautiche

Articolo di Marco De Simone, Marine surveyor Affiliato IIMS e tecnico NDT certificato