In questo articolo andremo a trattare quali sono i comportamenti e le cose che si dovrebbero vedere per distinguere una perizia accurata da una superficiale.
La perizia nautica è molto più di un “giro di barca con una persona esperta”.
È un’analisi tecnica, indipendente e dettagliata dello stato di un’imbarcazione, paragonabile quasi a una fotografia dettagliata in formato discorsivo dello stato della barca, indispensabile in fase di acquisto, vendita, valutazione danni o refitting.
Un perito serio tutela il cliente da rischi nascosti e da spese impreviste, mentre un perito superficiale o improvvisato può costare molto di più del prezzo concorrenziale che offre a causa di indicazioni non identificate o sottovalutate che possono aumentare notevolmente il costo finale dell’imbarcazione.
Nell’ultimo decennio sono numerose le segnalazioni di periti poco affidabili che si improvvisano tali solo perché hanno navigato o hanno avuto fantomatiche esperienze di vita. questo ha portato ad un aumento di professionisti poco preparati o poco scrupolosi, che svolgono ispezioni rapide e minimali con l’unico obiettivo di incassare il compenso, senza reale attenzione alla sicurezza e al valore dell’imbarcazione.
La durata è uno degli indicatori più immediati della serietà del lavoro.
• una perizia accurata è di minimo 5 ore per una barca a vela o motore di 10–15 metri, considerando ispezione a secco, in acqua e interni. Per unità più grandi il tempo può raddoppiare.
• una perizia sospetta di 1–2 ore per “dare un’occhiata” e consegnare un report scarno.
Nota: il tempo sul posto è solo una parte del lavoro. Un perito serio dedica ore anche alla stesura del rapporto, analisi dati e selezione foto.
La frase che mi sento dire più spesso?
“non ho mai visto una perizia così”
Il punto non è l’auto-incenzazione ma perchè non l’hai mai vista prima.
C’è solo un modo per fare una perizia, Bene!
Un professionista qualificato non si limita a guardare una mezz’oretta lo scafo e dire, Sta bene !
Il perito serio misura, testa attraverso strumenti appositi, documenta, si mette in discussione.
Nessun perito è onniscente, e ogni barca è a sè essendo un manufatto artigianale e presenta delle novità che potrebbero non essere mai capitate prima o addirittura qualcosa di nuovo da dover imparare, poichè quella particolare combinazioni di eventi ancora non si era presentata prima.
Di seguito troverai le tecniche fondamentali che dovrebbero far parte del processo:
La prima e più importante metodologia di indagine è ispezione visiva approfondita (VT), questa tipologia di indagine ricade a pieno titolo nei controlli non distruttivi e si esegue sia con barca in secca che con barca in acqua, in quanto entrambe le condizioni possono mostrare indicazioni diverse e avvolte complementari ai fini dell’indagine.
Tra gli strumenti utilizzati troviamo:
Attraverso la prova in mare si valutano gli impianti di bordo principalmente i motori in modo da poter identificare anomalie o problemi riscontrabili esclusivamente a motore marciante.
Durante la prova in mare si valutano principalmente.
Il cliente non deve essere uno spettatore passivo, deve comunicare tutti i suoi dubbi e perplessità.
Un perito professionale è in grado di spiegare in termini semplici cosa sta facendo, senza nascondersi dietro frasi vaghe o tecnicismi buttati lì per “fare scena”.
Consigli pratici:
• Chiedere: “Cosa stai controllando adesso?”
Un professionista risponde in modo chiaro, indicando finalità e possibili difetti.
• Verificare le certificazioni: NDT ISO 9712, iscrizione nell’albo dei periti ed esperti della camera di commercio, iscritto in un albo internazionale come quello della IIMS o iscrizione ad associazioni di categoria riconosciute.
• Osservare l’attrezzatura: un perito che si presenta solo con martello e torcia non sta facendo un lavoro completo.
La differenza tra un lavoro professionale e uno arronzato sta quasi tutta nella qualità della documentazione.
Un documento serio contiene:
1. Dati generali dell’imbarcazione (cantiere, anno, dimensioni, numero di serie).
2. Condizioni di ispezione (a secco, in acqua, data, condizioni meteo).
3. Metodologia: strumenti e tecniche utilizzate.
4. Descrizione dettagliata delle aree ispezionate (scafo, coperta, interni, impianti, attrezzatura di coperta, motore, alberatura).
5. Risultati tecnici: misurazioni precise (spessori, valori di umidità, rilievi strumentali).
6. Documentazione fotografica: immagini numerate e commentate o girate da parte e supportate da una corposa descrizione in perizia in modo da sopperire all’assenza di immagine.
7. Difetti rilevati: posizione, entità, impatto sul valore e sulla sicurezza.
8. Conclusioni e raccomandazioni: interventi consigliati, priorità.
9. Allegati tecnici: schede di misurazione, certificati NDT.
Ricorda, un perito non può dare un valore alle riparazioni, non essendo chi eseguirà le operazioni, non è attendibile, se vedi che spara cifre, non prendere queste informazioni come scienza infusa, metti in discussione le informazioni e confrontati anche con altri cantieri prima di procedere all’acquisto.
Formato ideale: 25-40 pagine per una barca di medie dimensioni e dati, escluse foto.
Un perito che offre tariffe molto inferiori alla media spesso taglia sui tempi, sulle tecniche e sull’approfondimento.
Il risparmio iniziale può trasformarsi in:
• Spese impreviste di riparazione.
• Perdita di valore della barca.
• Rischi per la sicurezza in navigazione.
Una perizia ben fatta è un investimento, non una spesa.
Protegge il cliente, documenta lo stato reale dell’imbarcazione e fornisce una base solida per decisioni e trattative.
Scegliere un perito serio significa:
• Tempo adeguato di ispezione.
• Metodologia NDT e ispezioni visive complete.
• Documentazione tecnica dettagliata.
• Trasparenza e competenza nel rispondere alle domande.
Quando ricevi il rapporto, chiediti:
“Se domani vendessi questa barca, questo documento basterebbe a convincere un acquirente della sua condizione?”
Se la risposta è no, la perizia non è stata fatta bene.
Spero che questa guida possa aiutarti a identificare chi lavora bene e chi no, un perito arronzone è un onta per la categoria e fa perdere fiducia ad un possibile cliente, arrivano alla conclusione che il perito non serve a nulla, quando invece è fondamentale per la propria tutela, basta solo non andare dal primo che capita ma confrontarsi e farsi girare un report di esempio per capire come e cosa utilizzerà durante la perizia.
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